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Rossi, rientro record: non sono pazzo, sto ok ma non penso all’iride

Vale: «Il dolore non c’è a parte quando curvo a destra» Marquez: «Con Dovizioso e Vinales sarà lotta fino all’ultimo» 

ROMA. Non è pazzo («mi ha operato un bravissimo dottore»), non punta al titolo mondiale («la lotta è aperta, ma riguarda soprattutto i primi tre») ma vuole solo «tornare al più presto» e magari andare oltre i propri limiti. Quella di Valentino Rossi in questo week end del gran premio di Aragona è soprattutto una sfida con se stesso, adesso che i medici gli hanno dato il via libera per prendere parte alle prove libere di domani. Così lui ci prova, ad appena una ventina di giorni dalla frattura a tibia e perone che si è procurato facendo del motocross, perché - spiega - «non sento troppo dolore, anche se la gamba mi fa ancora male nei cambi di direzione quando curvo a destra. Però martedì scorso, dopo aver provato a Misano, ho deciso di provarci». Alla gara spagnola non chiede nulla, «sarà un test in vista delle prossime tre gare, e già concluderlo sarebbe un buon obiettivo: più chilometri farò in moto e più mi sentirò a mio agio. Meglio ancora se arrivano dei punti». In molti gli chiedono quale sia stato il segreto di questo rientro che alcuni ritengono prematuro, o perfino un miracolo, e quali le motivazioni per uno che ha 38 anni e ha vinto 9 titoli. «Il numero dei titoli non è di aiuto quando hai un infortunio - risponde Rossi -, quanto all'età, dipende dal tipo di frattura e dalle motivazioni. Ho sofferto molto a perdere Misano, ora sarà importante essere molto concentrati sul lavoro, e avere un buon team. Certo mi hanno aiutato anche i miglioramenti nel campo della medicina: ora per questo tipo di frattura mettono sempre un chiodo nella tibia anche alle persone normali, quindi si migliora in periodo più breve di prima. Io rispetto alla frattura di sette anni fa mi sento molto meglio, la medicina si è evoluta parecchio, e io sono felice di provarci». Ecco quindi perché il protagonista più atteso sarà ancora una volta lui, Valentino Rossi, anche se la lotta per il titolo non dovrebbe riguardarlo. A giocarsela in chiave iridata saranno Marc Marquez, Maverick Vinales, beniamini del pubblico di casa, e Andrea Dovizioso con la sua Ducati. «Tra me e 'Dovì - dice Marquez - sarà una battaglia incandescente, e c'è anche Vinales che è vicino e Rossi che torna. Insomma prevedo una bella gara, in cui io cercherò di spingere fino alla fine. Questo è uno dei miei circuiti preferiti, ora vedremo come gestirò la situazione, e penso di essere competitivo con ogni tipo di condizione meteo, l'importante è non commettere errori. Misano? Certo prendere venti punti sarebbe stato meglio della caduta».

Anche Dovizioso mostra fiducia. «Sono rilassato e vedremo che succederà su questa pista dove l'anno scorso feci un disastro - dice -. Questa volta credo proprio che potremmo essere competitivi anche se la concorrenza è notevole. Ma ho .le mie carte e me le voglio giocare. A Misano diciamo che ho accettato il terzo posto, perché quando non ti senti bene in certe situazioni è stupido tentare di spingere al massimo: ho sentito subito che sulla moto qualcosa non andava, e mi sono regolato di conseguenza. Qui però vorrei andare a tutta, anche e il circuito di Aragona non è il massimo per il mio stile di guida». «Mancano cinque gare - continua Marquez -, siamo a pari punti però c’è anche un Vinales molto molto vicino (a 16 lunghezze, ndr) - ha sottolineato in conferenza stampa - Torna Valentino e
Dani non è troppo lontano, continueremo a spingere fino alla fine. Siamo su un circuito che mi piace, è uno dei miei preferiti. Vedremo come gestire la situazione durante il weekend. Cercheremo anche quest’anno di essere a un buon livello per lottare domenica per la vittoria».



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