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Sannino: «Restiamo umili partite così non si ripetono»

La soddisfazione del tecnico: «Volevamo i tre punti siamo usciti con un punteggio che ha gratificato il lavoro di tutti. Pensiamo all’Alto Adige, sarà un match più duro» 

TRIESTE . La partita del Benelli entra negli almanacchi della storia alabardata. La cinquina infilata a Ravenna eguaglia i due precedenti di Arezzo (stagione ’95-’96) e San Benedetto del Tronto (’56-’57), ma si distingue per l’impeto con il quale l’Unione è stata in grado di acquisire il risultato non solo nel primo tempo, ma addirittura nei primi trenta minuti. Conseguenza diretta di un atteggiamento volitivo percepito sin dal pronti-via. Nella terra che conserva le spoglie mortali di Dante, il Virgilio alabardato Giuseppe Sannino torna sui tre punti incamerati in Romagna.

«A Ravenna la partita si è incanalata fin dall’inizio nel migliore modo possibile. Erano importanti la vittoria e i tre punti, è stata una serata che ci ha gratificato del lavoro fatto finora. Stiamo attenti però, queste partite non saranno sempre così, lo avevamo visto la domenica precedente contro la Reggiana, quando avevamo pareggiato pur essendo in superiorità numerica. Serate come quella di Ravenna difficilmente si ripetono durante il campionato. Per cui torniamo a Trieste con l’umiltà e la consapevolezza dell’importanza di questi tre punti per il nostro campionato, ma la testa deve essere già all’Alto Adige prossimo avversario, li conosciamo già e sarà una partita ben più difficile».

Ciò che è sembrato evidente al Benelli lo spirito con il quale la squadra ha voluto fortemente la vittoria.

«La mentalità della squadra deve essere una, andare ovunque e giocarsi la partita. Se gli avversari saranno più bravi di noi, riconosceremo la loro bravura, ma ciò non cambia la nostra mentalità».

Dopo alcune partite ufficiali, come valuta questa nuova opzione di poter usufruire delle cinque sostituzioni. Una opportunità?

«L’unica cosa che mi piace è la possibilità di gratificare più ragazzi, per il lavoro della settimana. Da questo punto di vista è importante poterne inserire cinque come è importante avere la panchina lunga. Non hai più l’onere di dovere mandare dei ragazzi in tribuna, e per loro è una possibilità, oltre ad un onore, giocare i minuti che vengono concessi per cercare di mettermi in difficoltà».

L’abbondanza è una delle problematiche solitamente gradite ad un allenatore.

«È un luogo comune a cui io non credo» sentenzia l’allenatore napoletano. «I giocatori devono sapere che possono giocare, andare in panchina o in tribuna, l’atteggiamento richiesto deve essere lo stesso sempre, chi è fuori deve avere la consapevolezza di doversi allenare bene durante la settimana e mettere in difficoltà l’allenatore nelle scelte».

La settimana di lavoro per Sannino e i suoi ragazzi proietta la mente
al prossimo avversario, quell’Alto Adige già affrontato in Coppa Italia di serie C a Bolzano, e uscito vittorioso di misura. Un monito all’attenzione che certamente il carismatico tecnico, già protagonista in serie C con il doppio salto a Varese, farà suo e impartirà al gruppo.



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