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Alma senza scelta Vincere e nient’altro 

Arena, ore 20.45: o Trieste riapre la serie o la Virtus è in A

TRIESTE. È vero, la Virtus Segafredo Bologna può giocare in discesa, con il 2-0 a favore e i due match point nelle mani. E l’eventualità che stasera all’Arena (palla a due alle 20.45, attenzione) chiuda la serie contro l’Alma e conquisti la promozione bisogna metterla in conto. Però la serie non è ancora finita e le Vu nere la partita non l’hanno ancora vinta. A Bologna sono stati nettamente superiori, ma erano a casa loro, con l’ambiente favorevole e più riposati. Oggi giocheranno fuori casa, con due partite in più nelle gambe e contro l’Alma che non ha alternative. Il quadro visto nelle due partite al PalaDozza potrebbe cambiare colori. In questo confida la fede dei tifosi biancorossi, cieca come sempre dev’essere una fede tifosa. E in questo spera la squadra di Dalmasson, auspicandosi che dalle tribune arrivino i surplus di vitamine per i propri muscoli e di fosforo per i propri cervelli. Serve un’impresa, non nascondiamocelo. C’è un dato su tutti che chiarisce: finora, in questi play-off, la Segafredo ha giocato in trasferta 5 partite, vincendole tutte. Le uniche due sconfitte le ha subite in casa, una contro Casale Monferrato e l’altra contro Roseto. Una macchina da guerra lontano da casa, quindi. Ma non è detto che questa serie debba essere infinita: la posta in palio è sempre più alta, così come la caratura dell’avversaria, e inoltre l’incedere del tempo e di nuove partite giocate può avere un peso non irrilevante a livello psico-fisico.

Certo che però, per riuscirci, l’Alma deve fare una cosa sola: giocare a una velocità diversa e più alta della Virtus, perchè se accetta una partita a difese schierate non vincerà mai. Perchè nel gioco degli accoppiamenti i biancorossi rendono ai rispettivi avversari diretti chili e centimetri in abbondanza e qualsiasi mismatch si possa provare, lo sbilanciamento non diminuisce. A Bologna, l’Alma ha potuto giocare pochissimo in area perchè quando ci provava o veniva rimbalzata fuori, oppure veniva fermata ai 4 metri dal canestro, dove le Vu nere avevano fissato la linea oltre la quale si passava solo con il lasciapassare. Il guaio, però, era che di lasciapassare non ne esistevano. L’unico ad esserci riuscito è stato Green, la cui velocità e verticalità sono però fuori della norma.

Dunque, la strada non può che essere una sola: grande pressione difensiva, per recuperare palloni e lanciare transizioni veloci, quando non del tutto contropiedi, per poter colpire in campo aperto e senza nessun ostacolo nell’avvicinamento a canestro. Difesa e contropiede: in fondo è ciò che costituisce il Dna dell’Alma e che l’ha portata a chiudere al primo posto la stagione
regolare. La domanda da porsi è: hanno Da Ros e compagni scorte di risorse mentali e fisiche ancora adeguate a una partita all’arma bianca? In questa domanda c’è tutta l’essenza del match di stasera, che andrà in diretta televisiva su Sky Sport 1 Hd.

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