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Lo Duca: «Il futuro? Ora è un’incognita ci hanno lasciati soli»

I migliori giocatori hanno richieste per andarsene: «Mi spiace ma non possiamo trattenerli. Dalle istituzioni nessun segnale»

TRIESTE. «Il futuro? Come ogni anno, e questa stagione non fa eccezione, è un incognita».

Giuseppe Lo Duca, presidente della Pallamano Trieste, tira le somme al termine del campionato conclusosi sabato scorso con il successo di prestigio conquistato contro il Pressano.

Play-off positivi per la Principe che ha saputo far rispettare la legge di Chiarbola vincendo le tre partite casalinghe. Si poteva fare di più?

«Sinceramente no- sottolinea il presidente e fondatore di una della società - perchè la poule play-off era l'obiettivo che ci eravamo posti in questa stagione. Essere riusciti a centrarlo e aver onorato il campionato davanti al nostro pubblico è il massimo che potevamo fare. Riassumendo questi mesi potrei dire che è stata la stagione degli infortuni. La perdita di Cosic ci è costata tantissimo, così come quella di Pernic. Con loro, forse, avremmo potuto osare qualcosa di più purtroppo le cose sono andate diversamente».

Perso Cosic, già accordatosi con Isola per la prossima stagione, le sirene in casa Principe stanno suonando per diversi giocatori.

La partenza di Dapiran ha aperto la strada, adesso sono molte le società che vengono a bussare alla porta di casa Principe. Sicuramente richiesto Radojkovic, hanno ricevuto offerte anche Anici, Postogna, Dovgan e Pernic.

Situazione difficile da sostenere per una società che, numeri alla mano, non può permettersi follie a livello economicoper tenere a Trieste i suoi giocatori.

«Non è semplice affrontare tutto questo- sottolinea Lo Duca-. Da un lato c'è il dispiacere di vedere andar via ragazzi nati e cresciuti in casa, dall'altra la consapevolezza che non abbiamo la possibilità di trattenerli».

Basterebbe poco, la gestione di una stagione nel massimo campionato di pallamano non costa follie, eppure Trieste non riesce a far quadrare i bilanci.

«Non voglio puntare il dito contro nessuno- assicura il prof- ma siamo stati totalmente abbandonati dalle istituzioni e questo, per una società come la nostra che tra settore giovanile e lavoro nelle scuole raggiunge quasi un migliaio di ragazzi mi sembra una cosa disdicevole».

E a proposito di lavoro nelle scuole, tanto per dare forza all' Sos lanciato dal presidente, il parquet di Chiarbola è stato testimone del primo torneo scolastico che sabato scorso ha visto i ragazzi di quattro istituti della Provincia sfidarsi prima del match tra Trieste e Pressano.

«Solamente una delle tante iniziative che promuoviamo- conclude Lo Duca-. Chi volesse toccare con mano la realtà della Pallamano Trieste può raggiungerci

a Chiarbola lunedì 8 maggio. In programma il decimo festival delle scuole con quasi mille ragazzi impegnati in campo. Credo che una società che lavora con questa dedizione sui giovani meriterebbe maggiore attenzione da parte della città e di chi la amministra».

Lorenzo Gatto

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