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Quattrocento indomiti in tribuna in mezzo a un mare bianconero

I tifosi triestini innalzano uno striscione dedicato alla loro squadra “Regina”, ma l’equilibrio dura poco Nessuno scontro tra i due fronti sebbene capitan Coronica venga “beccato” dal pubblico di casa

CIVIDALE. Alla fine, tanto rumore per nulla. Trasferta a rischio quella che a Cividale ha accompagnato il mini esodo dei tifosi dell'Alma? Per quello che si è visto prima, durante e dopo il match, le misure preventive messe in atto per garantire l'ordine pubblico hanno funzionato a dovere. Brave le due tifoserie a non eccedere, segno di maturità e sportività in una serata nella quale, al di là degli sfottò di rito proposto dalle due curve, tutto è filato per il verso giusto. In questo senso l'appello lanciato alla vigilia da dirigenti e giocatori ha funzionato.

Diceva Pecile: «Abbiamo una splendida opportunità di far vedere al resto d'Italia cos'è il basket in questa regione». Va detto che indipendentemente da quello che è stato il risultato del campo nella serata di ieri, ha colpito nel segno.

“Nella regione sei soltanto un Pedone, l'unica Regina è la squadra triestina”, lo striscione della Curva Nord, accompagnato da una scacchiera disegnata con tanto di Regina munita di alabarda biancorossa, regala il primo sorriso di un prepartita che si accende solo mezz'ora prima della palla a due iniziale.

Se all'andata il sold out si era materializzato riempiendo con largo anticipo le tribune dell'Alma Arena, a Cividale il palazzo fatica a riempirsi. Alla fine, grazie anche alla presenza dei quasi quattrocento triestini, il colpo d'occhio è comunque notevole. D'effetto lo spettacolo offerto dalla tifoseria ospite, uno spicchio rosso in un mare di bandierine bianconere.

Parte bene l'Alma e si fa sentire la curva alabardata pronta ad accompagnare il 7-0 iniziale. Udine risale con pazienza, attacca senza fretta e trova con la fisicità di Okoye e la mano mortifera di Pinton i canestri per chiudere avanti il primo quarto.

Salgono i decibel della curva di casa e il volume lo alza Mastrangelo, l'ex di turno tanto atteso che con due bombe regala alla Gsa il massimo vantaggio. Canta Udine, risponde Trieste con l'Alma che resta comunque nel match.

A metà secondo quarto è il turno di Coronica. Capitano coraggioso, poco amato da queste parti. La maglietta dell'andata, quell'odio Udine scritto a caratteri cubitali, non è ancora stato digerito, evidentemente. Piovono insulti, nel corso del match e durante tutto il riscaldamento che anticipa l'inizio della ripresa.

Si riparte con l'obiettivo di recuperare gli otto punti di scarto, in tre minuti però il distacco raddoppia. Time-out obbligato per l'Alma e tifoseria di casa che esplode in un «Chi non salta è un triestino», che coinvolge tutto il palazzo.

Trieste scivola a meno sedici, risale a meno otto col coraggio di Ferraro ma viene ricacciata indietro dalle bombe dell'ex. Sono di Mastrangelo le triple che chiudono la partita. Partita di intensità impressionante quella di Daniele travolto dall'affetto dei suoi tifosi nella standing ovation concessagli da Lino

Lardo (e dalla birra lanciata da un tifoso triestino a sette minuti dalla fine) che scatena la rabbia dei tifosi di casa.

Finisce in gloria per la Gsa, l'Alma torna a casa con le pive nel sacco. In settimana per i triestini ci sarà veramente molto da riflettere.

Lorenzo Gatto

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