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La Triestina deve ripartire dall’Eccellenza regionale

La Figc ha scelto: il gruppo per la D aveva chiesto perfino uno sconto

TRIESTE. Le pordenonesi Azzanese e Fontanafredda; Cjarlins Muzane, Corno, Gemonese, Lignano, Lumignacco, Manzanese, Maranese, Pro Cervignano, San Daniele, Tolmezzo e Torviscosa in provincia di Udine; Ufm Monfalcone e Ism Gradisca in quella di Gorizia. E il San Luigi per il derby. Signori, ecco le avversarie della Triestina nell’anno della rinascita dopo il fallimento. Signori, ecco il campionato di Eccellenza 2011/2012.

Roma ha deciso. La richiesta di affiliazione accettata è quella dell’Unione Triestina 2012, quella del gruppo di imprenditori e professionisti locali rappresentati lunedì in Federazione da Andrea Puglia e Mattia Cergol, che godono dell’appoggio di Loris Tramontin, mister Azalea, ovvero l’uomo che organizza i grandi eventi musicali (da Madonna a Springsteen gli ultimi supercolpi) in regione e in tutto il Nord Est. Si riparte dall’Eccellenza: la cordata aveva tutti i documenti richiesti, assegno circolare da 100mila euro compreso. Respinta la domanda avanzata dalla Triestina per Sempre, rappresentata da Maurizio Vagaia e Michele Genna, che aveva speso i nomi di Piero Irneri e di Massimo Mezzaroma come sponsor: non solo non si è presentata in Federazione con i 300mila euro richiesti per l’ammissione in serie D, ma aveva perfino richiesto uno sconto del 50 per cento, dichiarandosi pronta a pagare solo 150mila euro.

Richiesta inaccettabile Lunedì c’era una certo affollamento, in via Allegri a Roma, sede della Federcalcio. Con i delegati di Triestina 2012 e Triestina per Sempre, c’erano anche quelli dei resuscitati Taranto e del Foggia. Triestina 2012 ha presentato le sue carte all’ufficio legale della Federazione. Triestina per Sempre ha invece chiesto, e ottenuto, un incontro con il vicepresidente federale Tavecchio. Invece di presentare un assegno circolare da 300mila euro a sostegno della richiesta di inserimento in serie D, il gruppo Triestina per Sempre ha detto di essere disponibile a versare 150mila euro. Intanto però l’ufficio legale della Federcalcio aveva già espresso parere sfavorevole anche alla possibilità di dilazionare il pagamento dei 300mila euro previsti: sarebbe stato un precedente pericolosissimo, avrebbero potuto fare ricorso sia le società che non erano riuscite a mettere insieme i quattrini (il Siracusa) sia quelle che invece li avevano raccolti sia pure sudando non poco (il Taranto e il Foggia). A fronte di una situazione che si stava facendo impossibile, il gruppo Triestina per Sempre ha fatto un ultimo tentativo ieri mattina in extremis, chiedendo un incontro con i vertici federali in tarda mattinata. Troppo tardi. Il consiglio federale era già iniziato alle 11, i tempi - già procrastinati all’infinito - erano ormai definitivamente scaduti.

L’amarezza di Abete Prima dell’inizio del consiglio federale il presidente federale Giancarlo Abete si è sfogato con alcuni consiglieri. «E’ amaro registrare che una città come Trieste non sia in grado di mettere sul piatto i 300mila euro chiesti per l’ammissione alla serie D e che anzi venga qua a chiedere lo sconto!» «L’una tantum di 300mila euro per l’ammissione alla serie D era stata a suo tempo introdotta proprio perché in questa maniera solo imprenditori seriamente interessati avrebbero fatto domanda» sottolinea Renzo Burelli, all’epoca consigliere federale e oggi presidente regionale della Federcalcio. «Tutto il mondo del calcio faceva il tifo perché per Trieste ci fosse una soluzione migliore. Non è stato assolutamente possibile» commenta da parte sua l’attuale consigliere federale Alberto De Colle.

Cosolini: voltiamo pagina «C’è amarezza, perché si sperava di poter ripartire da un campionato più importante: comunque - dice il sindaco Cosolini -, ringrazio il gruppo che ci ho provato. Però, avevo provato anch’io a convincerli che i 300mila servivano assolutamente: evidentemente le assicurazioni verbali che avevano ricevuto si sono rivelate infondate. Comunque adesso pensiamo al calcio giocato: partiamo dal basso ma con un progetto solido».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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