L’Unione a Carrara resta di marmo

Ordinata ma spuntata. E finisce con 3 gol sul groppone

    di Ciro Esposito

    INVIATO A CARRARA

    Dal gelo carsico al freddo marmo delle Apuane, la Triestina non riesce a trovare una scintilla capace di riscaldare l’ambiente. Troppo forte la Carrarese di ieri per l’Unione di questi tempi. Era successo anche al Rocco quando c’era ancora Discepoli e la crisi societaria era soltanto una sensazione che annusavano i più pessimisti. Tre gol in casa e tre ieri in Toscana. Chapeau ai gialloblu che hanno sempre mantenuto in sella Sottili e ora, con l’arrivo di Russotto, hanno un gioco d’attacco tra i migliori della categoria.

    Se dall’altra parte si trovano un’avversaria come l’Unione, ordinata e presente in campo fino al 90’, ma senza quella cattiveria necessaria a sfondare o a raddirzzzare il match, il gioco è facile. E otto punti di distacco tra le due contendenti sono lo specchio della realtà. Da salvare in casa alabardata c’è un primo tempo nel quale la Carrarese ha raccolto più del seminato e un secondo nel quale, a dispetto dei due gol subiti, la squadra è rimasta abbastanza viva. Ma di fatto l’indubbia capacità di reazione è rimasta sterile. È come se, nonostante le raccomandazioni di Galderisi, i giocatori stentino a tirare fuori quel piglio che serve a una pericolante per sottrarsi dalle secche. Perché la zona play-out si avvicina e la crisi societaria è una dura realtà con la quale convivere.

    Anche allo stadio dei Marmi Galderisi ha adattato il suo modulo tradizionale creando una linea di centrocampo di fatto a quattro (Allegretti in campo grazie alle infiltrazioni) con Motta e Godeas davanti. Qualche beneficio al contenimento c’è stato, come nel match con l’Andria. Ma le sortite esterne di Vannucci e Gaeta da una parte e della coppia Russotto-Piccini (talentuoso giovane quest’ultimo), hanno fatto male. Così dopo una trentina di minuti equilibrati (gran traversa di Russotto al 5’, e buona iniziativa di Motta parata all’11’) è arrivata una palla-gol a Godeas su assist pregevole del compagno friulano. Bravo Pasini a sventare. Se fosse entrato quel pallone...ma con i se e i ma non si vince. Così ci ha pensato l’arbitro, forse troppo rigido, nel punire con un penalty una gamba alzata da Gissi verso Cori. Gaeta ha infilato Gadignani (33’). Buona ma inutile la reazione psicologica degli alabardati nell’ultimo quarto.

    Si poteva pensare a un ripresa arrembante e invece, come è già accaduto spesso in questa disgraziata stagione, è arrivato il doppio colpo del ko. Un lancio centrale di Corrent per Cori, in probabile offside, e diagonale del doppio vantaggio (4’). Dopo uno show di Allegretti da corner (anche sfortunato) ecco la terza marcatura del solito sgusciante Gaeta che è stato bravo a capitalizzare una serpentina di Russotto con conseguente assistenza al bacio per l’attaccante di casa.

    Troppe le tre reti sul groppone per qualunque squadra (otto vittorie per gli apuani nel loro stadio). Figuriamoci per la Triestina. Galderisi ha tentato la carta della difesa a tre (Chechini, Gissi e Lima) con l’ingresso di De Vena. Gli alabardati non hanno mollato ma raramente hanno messo in apprensione gli avversari pronti a colpire in contropiede. L’ultimo minuto è stato la miglior fotografia del match. La conclusione a botta sicura di un Motta più pimpante che in passato viene fermata sulla linea di porta dalla mano di Vannucci. Espulsione e penalty. Il rigore di Motta è deviato da Nocchi. La rete sarebbe stata inutile se non per gli almanacchi. Ma in questo momento di magra anche le piccole soddisfazioni possono servire. Meglio pensare al Latina. Un altro stop sarebbe letale.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    06 febbraio 2012

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