Le novità tattiche conseguenti alle operazioni di mercato: Galderisi può scegliere tra il classico 4-4-2 già visto contro l’Andria e il 4-2-3-1 al quale si era affezionato
di Antonello Rodio
TRIESTE
Il temuto smantellamento della squadra non c’è stato. Il mercato di gennaio ha lasciato nelle mani di Galderisi un gruppo più che sufficiente per guadagnare sul campo la salvezza e fronteggiare anche qualche punto di penalizzazione, che quasi certamente piomberà sul capo dell’Unione.
Il vero salvataggio della Triestina si gioca in questo momenti su altri campi, ma il rendimento della squadra di Galderisi è comunque fondamentale per il futuro alabardato e almeno adesso il tecnico può, a meno di sempre possibili risoluzioni di contratto, tirare le somme sull’organico a sua disposizione. Un organico al quale ieri (allenamento solo in palestra viste le proibitive condizioni meteo) si è riaggregato Tombesi, che non si è accasato altrove e quindi al momento è di nuovo in forza alla Triestina. E dovrebbero rientrare anche D’Agostino e Evola.
Che formazione potrà schierare adesso Galderisi? Naturalmente tra i portieri la perdita di Viotti è pesante, ma si è già visto che Gadignani è affidabile e poi c’è da vedere il giovane portiere Mauro Vigorito (classe 1990) che arriva in prestito dal Cagliari. Per la difesa a quattro, Galderisi non ha problemi: in mezzo può contare su Lima, Gissi, Mannini e Thomassen (quando avrà scontato le tre giornate di squalifica), mentre sulle fasce sono a disposizione Galasso, D’Ambrosio (quando sarà guarito), Cecchini e Tombesi.
Quindi, il tecnico si trova di fronte a un bivio: insistere sul 4-2-3-1 o passare al 4-4-2 visto già contro l’Andria. E’ vero, non ci sarà più Curiale, ma l’attaccante andato al Grosseto aveva fatto quasi sempre l’esterno sinistro in passato, per cui a Galderisi potrebbe mancare un interprete fondamentale per quel modulo. Il tecnico deciderà probabilmente di partita in partita, ma è probabile a questo punto, vista la lunga assenza di Pinares, vedere spesso il 4-4-2 con il rilancio di Simone Motta come seconda punta accanto a Godeas: l’ex Novara, sgravato in questa maniera da compiti di rientro o di rifinitura, potrebbe ritrovare smalto, lucidità e i guizzi sottoporta che finora gli sono mancati, ma che in carriera ha sempre dimostrato di avere. Eventuali sostituti per i due davanti, il giovane De Vena o i baby della Berretti Danso e Zamparo.
Per quanto riguarda i quattro di centrocampo, Allegretti e Princivalli in mediana non si toccano (eventuali cambi Forò, Mattielig e Villanovich), mentre a destra potrebbe giocare Rossetti (o anche Galasso con D’Ambrosio terzino) e a sinistra Forò (oppure Tombesi con Cecchini terzino). E in caso di necessità, spazio a un altro giovane della Berretti come Cristiano Rossi.
Ma non è detto che il 4-2-3-1 vada in archivio: quando Pinares sarà ristabilito, potrebbe fare lui il trequartista dietro a Godeas, oppure Galderisi potrebbe rispolverare un’idea che gli era già balenata alla vigilia della partita con l’Andria, ovvero schierare Allegretti più avanzato in quella posizione, lasciando accanto a Princivalli un altro mediano come Mattielig o Forò.
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