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Un preparatore triestino dal Real Madrid al Qatar

La storia di Mattia Modonutti, ex calciatore tra i dilettanti: «Arrivare nel club spagnolo è stato un sogno ma la nuova esperienza mi farà crescere ancora»

di Francesco Cardella

TRIESTE

Ha discusso a lungo e pianificato tabelle di lavoro a fianco di uno come Mourinho, ha contribuito all'incremento di muscoli e fiato di atleti del calibro di Cristiano Ronaldo, Robben, Kakà, Cannavaro e Sneijder.

Per il triestino Mattia Modonutti il calcio si vive anche in palestra, dove la missione quotidiana consiste nel valorizzare l'atletismo, prevenire infortuni, tutelare ossa e custodire “patrimoni”. Dalle brevi parentesi da calciatore dilettante, con le maglie di San Giovanni, San Sergio e Zarja, ai laboratori professionistici del Bologna, Real Madrid sino alla nazionale del Qatar.

Un volo intenso quello del triestino classe 1981, professione preparatore atletico, ruolo intrapreso lontano da casa, prima con la laurea in Scienze Motorie a Bologna e poi con la specializzazione a Coverciano. A Trieste ci tornerà solo per un breve periodo, collaborando con la Primavera della Triestina, poi solo tappe di rango, quasi impreviste.

E' a Bologna che Mattia Modonutti compie i suoi primi veri passi nella professione. La società rossoblu lo recluta per il settore giovanile ma il triestino ha anche l'occasione per correre, letteralmente, accanto a elementi della prima squadra: «Mi ricordo quando allenai a parte due calciatori del Bologna – rammenta Mattia Modonutti – uno arrivò al centro con la Ferrari, l'altro con una Porshe, io invece in sella a uno scooter scassato. Tutti e tre ci facemmo una risata. Ma è stato comunque un periodo di sacrifici, dove volevo soltanto investire su di me – aggiunge - Al Bologna devo molto per l'esperienza fatta».

La svolta maturerà a breve. Verso la fine del 2007 Mattia Modonutti viene a conoscenza di un canale utile a Madrid, sponda Real, dove opera un preparatore come Valter di Salvo, voluto a suo tempo da Fabio Capello.

Mattia si candida, chiede colloqui, riceve qualche rifiuto ma lui insiste, riparte, ottiene: «Solo quando mi hanno chiamato per firmare il contratto ho realizzato quanto stavo vivendo, ero al Real Madrid – rievoca Mattia Modonutti – Una delle società maggiori al mondo mi apriva le porte!»

Tre le stagioni passate con le “merengues”. Dal 2008 Mattia Modonutti entra nel Real Madrid TEC, il laboratorio dove scienza e calcio si alleano, dove il pallone attende il suo turno dopo la giostra dei bilancieri e le analisi di strutture fisiche, postumi e metabolismo. Non sarà l'ultima fermata.

Si profilano le Olimpiadi a Londra e arriva una chiamata dal Qatar, forse non sognata ma ricca, stimolante. Abbandonare una piazza come Madrid è dura ma Mattia Modonutti sceglie e approda in Medio Oriente. Altri mezzi, altro stile,

forse altri guadagni. Chissà cosa gli ha consigliato Mourinho?

Il triestino però non ha dubbi: «I paragoni sono difficili e inutili – conclude – Qui sono felice, con prospettive ambiziose e soprattutto gran voglia di ulteriore crescita personale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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