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Senegal e Giappone le feste che non t’aspetti con Polonia e Colombia

Senegal e Giappone le feste che non t’aspetti con Polonia e Colombia

Le super favorite del girone H pagano errori ed espulsioni. Ora devono inseguire e domenica si troveranno faccia a faccia

Ti aspetti la Colombia e la Polonia, inserite nella lista dei fastidiosi mosquitos che possono disturbare le grandi di questo Mondiale e dal bussolotto del girone H spuntano a sorpresa Giappone e Senegal. Ecco la risposta del pomeriggio russo a chi sosteneva che, in definitiva, soltanto la Germania campione aveva tradito le attese, che quelli di Brasile e Argentina erano solo incidenti di percorso, visto che Svizzera e Islanda sono un concentrato di tattica europea, autentica sabbia nei raffinati ingranaggi di squadre costruite per esaltare Neymar e Messi. Invece ecco materializzarsi di colpo Giappone e Senegal, rappresentanti di movimenti meno evoluti, ma comunque alimentati dal football del Vecchio Continente, da Kagawa a Nagatomo, da Koulibaly a Manè.

Distrazione fatale. «Mi sembra troppo presto per festeggiare»: Akira Nishino, ct del Giappone, frena subito gli entusiasmi al termine in una gara segnata dall’episodio accaduto al 3’, dal “rosso” sacrosanto all’ex viola Carlos Sanchez e dal conseguente rigore assegnato e trasformato proprio da Kagawa. Per ribaltare il risultato il ct colombiano, José Pekerman che aveva già rinunciato in partenza a James Rodriguez, non al meglio, decide di sostituire a sorpresa lo juventino Cuadrado: una mossa che l’ha ripagato nell’immediato, visto il gol su punizione di Quintero, ma che si è fatta sentire in modo negativo alla distanza, soprattutto nella ripresa. Lì, infatti, il Giappone cambia marcia: Ospina, il portiere dei sudamericani, mette per due volte ci una pezza su Osako e Inui, ma nulla può al 27’, su un corner di Honda, insaccato proprio da Osako.

Delusione polacca. Dopo l’exploit giapponese, quello senegalese: «Sono convinto che ci rialzeremo», ha commentato il ct Adam Nawalka riferendosi allo scontro diretto di domenica con la Colombia. D’altra parte peggio della prima ora la Polonia – che il presidente federale Zibi Boniek aveva inserito tra le outsider – non può fare. Prendete l’azione del vantaggio africano, quando al 20’ Sadio Manè porge a Gueye che, complice un tocco maldestro di Cionek, infilza lo juventino Szczesny.

E uno. Il secondo, al 60’, è ancora più sconcertante: retropassaggio al portiere di Krychowiak, Niang si inserisce e si mette in proprio per il 2-0. E quando lo stesso Krychowiak cerca di rimediare con un gol di testa è troppo tardi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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