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Macerata, Luca Traini: "Volevo vendicare Pamela e uccidere in tribunale il nigeriano assassino"

Il ventottenne arrestato per la sparatoria contro gli immigrati di colore e accusato di strage aggravata dalla finalità di razzismo, ha reso spontanee dichiarazioni: "Quando ho saputo dello scempio fatto sul corpo di Pamela, ho sbroccato". "Volevo fare qualcosa contro l'immigraione clandestina che a stroncata. "Volevo andare in tribunale per colpire Oseghale, poi ho cambiato piani"

Macerata, gli spari di Traini ripresi dalle videocamere di sorveglianza Il bar H7 di Casette Verdini, frazione di Macerata, è una delle tappe del raid razzista di Luca Triani, che ha fatto fuoco su immigrati dalla sua auto per le vie della città marchigiana. Le videocamere di sorveglianza dell'esercizio riprendono l'auto nera che si ferma e gli spari - almeno tre - del 28enne italiano. I clienti, come mostrano queste immagini ottenute da Cronache Maceratesi Tv, sono presi alla sprovvista dai colpi d'arma da fuoco e cercano subito riparo.video da Cronache Maceratesi Tv

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L'autore della sparatoria è Luca Traini, 28 anni, candidato nelle fila della Lega alle ultime amministrative. Sei i feriti, tutti africani, colpiti in diversi punti della città intorno alla strada in cui nei giorni scorsi ha perso la vita Pamela Mastropietro. Il cadavere della diciottenne è stato fatto a pezzi e abbandonato dentro a due trolley: per la sua morte e l'occultamento del cadavere un nigeriano è in carcere. La famiglia: "Lui e Pamela non si conoscevano"

MACERATA. "Volevo vendicare Pamela e fare qualcosa contro l'immigrazione, perché il fenomeno dell'immigrazione clandestina va stroncata". "Sono rimasto sconvolto dalle modalità brutali con le quali è stata uccisa Pamela Mastropietro , così ho deciso di fare un'azione personale . Volevo andare in tribunale e fare giustizia, volevo colpire il nigeriano ma poi ho cambiato idea". Con queste parole Luca Traini, il ventottenne che sabato 3 febbraio ha sparato per le vie di Macerata contro gli immigrati di colore, ha reso spontanee dichiarazioni ai ai Carabinieri.

Dunque emergono pian piano particolari sconcertanti dopo l'arresto di Traini, che appunto dichiara che avrebbe voluto andare in tribunale e uccidere Innocent Oseghale, il nigeriano presunto assassino di Pamela , ma che all'ultimo avrebbe cambiato idea e avrebbe cominciato a sparare contro ogni persona di colore incontrata lungo la strada .

Sparatoria Macerata, l'arresto di un uomo con indosso la bandiera italiana In questo video amatoriale, girato da un'auto, l'arresto del presunto colpevole della sparatoria avvenuta a Macerata. Il fermato dai Carabinieri si chiama Luca Traini, ha 28 anni è italiano ed è incensurato. E' stato trovato iin possesso di unapistola e ha ammesso le proprie responsabilitàLEGGI l'articolo

"Quando ho saputo dello scempio fatto sul corpo di Pamela, ho sbroccato" ha spiegato al suo legale Giancarlo Giulianelli.

Macerata, Luca Traini scortato fuori dalla caserma dei carabinieri Dopo l'arresto per i colpi d'arma da fuoco esplosi per le vie della città, diretti aggli immigrati, il 28enne Luca Traini è stato portato nella caserma dei carabinieri di Macerata. Diverse ore dopo il ragazzo esce dalla caserma scortato dalle forze dell'ordinevideo di Fabio Tonacci

L'avvocato, parlando con i giornalisti prima di entrare nel carcere di Montacuto per incontrare il suo assistito ha ammesso: "Luca non ha dato segni di pentimento". "Ma questo è compatibile con la sua situazione: ci si può pentire, infatti, solo quando ci si rende conto di ciò che si è fatto e si è consapevoli delle conseguenze e dell'eclatanza del gesto". Il legale Giulianelli vuole "ripartire dal passato" del 28enne, "dai suoi traumi", compreso il fatto che "da ragazzo è stato emarginato perché era obeso". Da questo fatto, secondo l'avvocato infatti, deriva l'ossessione di Traini per la palestra e la volontà di avere un fisico atletico e scolpito.

"Non mi risulta che sia in cura da uno psichiatra, comunque Luca ha una personalità disturbata, e lo dimostra anche il disordine nella sua stanza" (perquisita dai carabinieri) dove è stato trovata, tra l'altro, una copia del 'Mein Kampf' e altri 'cimeli' e pubblicazioni riconducibili alla destra estrema. L'avvocato Giancarlo Giulianelli ha anche smentito che Traini volesse andare in tribunale a Macerata ad uccidere il nigeriano Innocent Oseghale.

Raid razzista a Macerata, il "Mein Kampf" e la bandiera con la celtica in casa di Traini Una copia del "Mein Kampf", una bandiera con la croce celtica e altre pubblicazioni legate all'estrema destra sono stati sequestrati dai Carabinieri a Tolentino, a casa della madre di Luca Traini, l'uomo che ha tentato di fare strage di migranti per le vie di Macerata. Gli investigatori hanno anche sequestrato i computer dell'uomo.

Sono 11 i migranti vittime della caccia al nero messa in atto da Luca Traini sabato mattina 3 febbraio per le vie di Macerata. All'uomo, accusato di strage aggravata dalla finalità di razzismo , la procura guidata da Giovanni Giorgio contesta non solo il ferimento dei sei immigrati di colore che sono stati ricoverati negli ospedali ma, anche, di aver sparato verso altri tre migranti che non sono stati colpiti e verso due persone che, dopo aver richiesto l'intervento dei sanitari, non si sono fatte trovare, probabilmente perché non avevano i documenti in regola.

Macerata, Godson, scampato all'agguato: "Sparava contro di noi, ha colpito i miei amici. Siamo fuggiti dentro al Comune" Godson, giovane nigeriano scampato all'agguato compiuto dal 28 enne Luca Traini a colpi di pistola a Macerata, racconta gli attimi drammatici di uno dei diversi assalti. "Ero insieme a una donna e a un altro ragazzo (tutti africani, ndr). Abbiamo sentito gli spari, almeno tre, e ci siamo rifugiati in Comune. Nella fuga però lei è stata colpita al torace, lui invece al collo. Io mi sono salvato", ha detto il nigeriano mentre lasciava l'ospedale di Macerata ancora sotto choc per l'accaduto. di Francesco Giovannetti

La procura ha anche spiegato che prima di arrendersi, Luca Traini è andato nel luogo dove sono state ritrovate le valigie con i resti della ragazza: lì ha pregato, ha lasciato una scatola di proiettili vuota e una sorta di cero votivo di Mussolini. Poi è andato in piazza Vittoria e si è fatto arrestare sulla scalinata del monumento ai caduti. Inoltre, durante la caccia all'uomo, Traini ha sparato verso la sede del Pd e verso alcuni esercizi commerciali. Negozi che, ha detto agli investigatori, o erano frequentati da immigrati o erano luoghi dove si spacciava droga.

Macerata, il titolare della palestra dove si allenava Traini: "Entrava facendo saluto romano, lo abbiamo allontanato" Francesco Clerico è il titolare delle palestre del circuito Robbys, dove Luca Traini, il 28 enne che ha sparato a diverse persone durante un raid razzista a Macerata, era solito allenarsi. "Lo conosco da dieci anni, è cresciuto qui. Fino allo scorso ottobre quando lo abbiamo cacciato per comportamenti razzisti e estremisti - racconta Clerico -. Entrava e faceva il saluto romano, disturbava gli altri clienti con tutti i suoi discorsi, sugli immigrati, sul fascismo, le solite cose insomma. E quindi abbiamo dovuto allontanarlo". Ma secondo il titolare del centro, Traini "non era così: ci è diventato". "Era una persona estremamente buona, generosa e solidale con il prossimo. Quando si è lasciato dalla sua ex è cambiato", spiega. "E' una persona che andava seguita, aveva dei problemi. - aggiunge - Diceva apertamente di possedere una pistola e si vantava di essere stato definito come una personalità 'borderline' da un professionista. Ignorando che ci fosse poco da vantarsi".di Francesco Giovannetti

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