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Morto il piccolo Gabe, il padre si tatuò una cicatrice come la sua

Operato di tumore al cervello, la foto insieme al babbo commosse il mondo. Il tumore se lo è portato via ad appena 9 anni

Si sentiva diverso dagli altri bambini, un "mostro", con quella lunga cicatrice che un intervento per un tumore al cervello gli aveva lasciato sulla testa. Il papà, per dimostrargli che non era vero, se ne era fatta tatuare una uguale e la foto del padre - ancora un ragazzo - e del figlio che sembravano così simili era diventata virale sul web. E lo è ancor più ora che il piccolo, 9 anni, non c'è più. Gabriel "Gabe" Marshall, di Hutchinson (Kansas), ha perso la sua battaglia contro il cancro ed è morto venerdì notte, mesi dopo quell'operazione che gli aveva lasciato un segno così profondo. È stato il padre Josh a dare la notizia della sua morte su Facebook: "Gabriel ha aperto le sue ali. Lui è il mio super eroe, mi ha fatto capire cosa realmente sia la vita e come apprezzare tutto quello che ci dà".

Un padre giovane, 28 anni, che aveva spiegato così la scelta di un tatuaggio tanto simbolicamente doloroso: "Non mi piaceva quando mio figlio diceva che sembrava un mostro" con quella cicatrice. "Per me era bellissimo". E per un periodo Gabe sembrava essersi ripreso. I capelli avevano cominciato a ricrescere, anche se non abbastanza per mascherare quel segno. La Kwch 12, tv locale affiliata alla Cbs, ha dedicato un lungo servizio, "Remembering Gabe Marshall" ai mesi in cui il bambino sembrava tornato alla normalità. Gabe con un berrettino e l'albero di Natale sullo sfondo, Gabe sul divano di casa con i genitori e la sorellina, Gabe che per gioco intervista il papà in un parco, Gabe allo stadio.



Ora che è morto c'è chi ha postato un ritratto del bambino sullo sfondo del cielo, qualcuno ha scritto una preghiera e ristoranti locali hanno dato vita a iniziative per raccogliere fondi a favore della famiglia. Sul gruppo pubblico "Prayers for Gabe Marshall" le foto attraversano i mesi della malattia e della breve guarigione nella confusa sequenza che alternava la speranza alla lotta per la vita. E sulla piazza del web si vede il piccolo al mare o durante una festa di compleanno insieme agli amichetti. Ma anche addormentato nel letto d'ospedale mentre i monitor lo sorvegliano e, in una tenerissima istantanea, la sorellina che gli tiene la mano e quasi non arriva a quel letto così alto circondato invece che da giocattoli da sacche di farmaci e dispositivi medici. Sono le foto della sofferenza, forse gratuite, forse utili a capire.

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