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Musica, Soundreef annuncia vittoria nella battaglia sul diritto d'autore: "Dopo oltre un secolo crolla il monopolio Siae"

Fedez: "Una sfida tra Davide e Golia, porterà benefici soprattutto ai piccoli autori".  Nasce l'associazione no profit Lea (Liberi autori editori) che riscuoterà il copyright come intermediario per conto della società fondata in Inghiterra da Davide D'Atri: "Dopo una lunga battaglia legale ora potremo operare nella legalità". Ma la Siae esprime "sconcerto"

Musica. "Finito il monopolio Siae": Soundreef annuncia vittoria nella battaglia per i diritti d'autore Nella sua “scuderia” ci sono oggi oltre 25mila autori ed editori di tutto il mondo e tra questi 11mila sono italiani. E se il rapper Fedez è stato il portabandiera della lotta di Soundreef “contro il monopolio della Siae”, oggi la società, un ente di gestione indipendente nato nel 2011 con sede legale a Londra, ha in portafoglio nomi con J-Ax, Enrico Ruggeri, Gigi D’Alessio, Fabio Rovazzi, Nesli, 99 Posse, Maurizio Fabrizio. Ora, ha annunciato martedì 16 gennaio in una conferenza stampa a Roma alla presenza di Fedez il fondatore e amministratore delegato di Soundreef Davide D’Atri, “il dominio ultracentenario della Siae nella raccolta dei diritti d’autore”. Dopo una lunga battaglia legale “società private come Soundreef possono operare in piena legalità” (di Maria Rosa Tomasello)

ROMA. Nella sua “scuderia” ci sono oggi oltre 25mila autori ed editori di tutto il mondo, 11mila dei quali italiani. Fedez, rapper e produttore discografico, è stato il portabandiera della lotta di Soundreef «contro il monopolio della Siae», il primo dei big della musica italiana a unirsi nel 2016 alla startup nata in Inghilterra dall’idea di due giovani imprenditori italiani, Davide D’Atri e Francesco Danieli. Sette anni dopo la sua nascita la società, un ente di gestione con sedi a Londra e a Roma, ha in portafoglio nomi con J-Ax, Enrico Ruggeri, Gigi D’Alessio, Fabio Rovazzi, Nesli, 99 Posse, Maurizio Fabrizio. E ieri, «dopo un sofferto percorso legale e politico» il fondatore e amministratore delegato D’Atri ha annunciato la fine del «dominio ultracentenario» della Siae (la Società italiana autori ed editori, ndr) nella raccolta dei diritti d’autore». «È difficile cambiare un monopolio che esiste dall’epoca Giuseppe Verdi – ha sottolineato Fedez – All’inizio è stata una lotta contro i mulini a vento, la battaglia di Davide contro Golia: io sono stato il paradigma, il “caso zero”. Quella dei diritti d’autore è una questione difficile, resa ancora più difficile anche per non farla capire agli artisti. Ma questo risultato può cambiare la vita ai piccoli autori, perché quando ti autoproduci è fondamentale che i compensi arrivino in fretta, entro 90 giorni».

La svolta per potere operare «in piena legalità» è arrivata grazie alla collaborazione con Lea (Liberi editori autori), un’associazione no profit costituita di recente da un gruppo di autori, editori e professionisti del settore, che in Italia farà da “intermediario”, raccogliendo i diritti per conto di Soundreef e facendo così rientrare la sua attività nel perimetro delineato dal decreto fiscale collegato alla Legge di stabilità 2018. Che ha aperto alla liberalizzazione sì, «ma in modo incompleto” perché il governo italiano ha recepito la direttiva europea Barnier sul diritto d’autore limitando i soggetti autorizzati a riscuotere il copyright a entità senza scopo di lucro, escludendo dunque entità “for profit” come Soundreef. Lea percepirà un aggio per la riscossione, ma utilizzerà i sistemi digitali di rendicontazione di Soundreef. Nel 2017 il fatturato Soundreef è stato di oltre 4, 5 milioni di euro (+125%), con un aumento di iscritti del 25% in 12 mesi.

«In pochi anni una piccola società senza particolari appoggi, partita con un investimento di 85mila euro è riuscita ad abbattere un monopolio storico» ha ribadito D’Atri. Lanciando un appello alle istituzioni preposte al controllo e alla vigilanza perché varino «provvedimenti per evitare che l’ex monopolista continui a pretendere di raccogliere compensi anche per chi non è più iscritto alla Siae». E chiedendo alla Siae di «moderare i toni e cofrontarci». La Siae, tuttavia, esprime «sconcerto» per l’accordo: «La tutela del diritto d’autore non è una attività che si improvvisa con una associazione no profit creata ad hoc, in evidente conflitto di interessi (di cui Soundreef è cliente e fornitore) e presieduta da un consigliere di amministrazione di Soundreef stessa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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