Quotidiani locali

Vai alla pagina su Benessere
Salute. 8,8 milioni di italiani vittima di fake news

Salute. 8,8 milioni di italiani vittima di fake news

Per i piccoli problemi di salute 15 milioni di italiani si affidano a Internet. Ma quasi la metà trova informazoni mediche sbagliate. Lo dice una ricerca del Censis

Può capitare spesso e con facilità di cadere vittime delle fake news sul web. I piccoli problemi di salute, dal mal di testa al raffreddore, riguardano 49 milioni di italiani (17 milioni dei quali con grande frequenza) e Internet è fonte di informazioni per 15 milioni di loro. Ma 8,8 milioni hanno trovato sul web informazioni mediche sbagliate nel corso dell'anno. In particolare, 3,5 milioni di genitori. A lanciare l'allarme è una ricerca del Censis realizzata in collaborazione con Assosalute.

Si resta ancorati ai consigli del medico di base e del farmacista, ma il ricorso a diversi canali web decolla al 28,4% in diverse forme alcune delle quali preoccupanti: il 17% degli italiani consulta infatti siti web generici sulla salute, solo il 6% i siti istituzionali, mentre il 2,4% i social network.

Fake news, un decalogo per riconoscerle Dall’elezione di Trump alla Brexit, per arrivare ai vaccini, non c’è più conversazione politica o sui social network che non riguardi la “post verità”. Ma cosa si intende per fake news? Il dizionario inglese recita: “Informazioni false, spesso dal tono sensazionale, diffuse con la veste di notizie”. In realtà il fenomeno è più complesso e comprende tre diversi concetti: la “dis-informazione” (notizie false deliberatamente create per danneggiare qualcuno), la “mis-informazione” (notizie false non create con l’intenzione di procurare un danno) e “mal-informazione” (notizie basate sulla realtà ma utilizzate per screditare). Le finalità di una notizia falsa sono varie e vanno dal profitto (il cd clickbait) alla propaganda politica. Come difendersi allora? Ecco un decalogo di regole da seguire. Non ti fidare dei titoli. L’apparenza inganna (video a cura di Andrea Scutellà)

La maggioranza degli italiani, il 69%, vorrebbe trovare sui siti web e sui social network informazioni certificate e per questo occorre dare, secondo gli esperti, un impulso importante a educazione e comunicazione. A partire dal ruolo chiave di figure come il farmacista, che secondo quanto spiega il presidente di Federfarma Marco Cossolo «deve fare un salto culturale nel rapporto tra web e social, nell'interazione tra negozio fisico e digitale, utilizzare questi strumenti utilizzando al tempo stesso anche la conoscenza in modo documentato, confutando il linguaggio delle fake news che è più accattivante per defizione».

Mal di schiena, raffreddore, tosse, mal di gola e problemi respiratori, mal di testa, di stomaco, gastrite, problemi digestivi, influenza e disturbi intestinali sono i più comuni fra gli italiani, per i quali aumenta la tendenza all'automedicazione. Si curano infatti da soli con farmaci da banco, senza bisogno della ricetta medica, 46 milioni di connazionali (15 milioni lo fanno spesso). Il 73,4% è convinto che in caso di piccoli disturbi ci si possa curare autonomamente (un dato in aumento rispetto al 2007 in cui era il 64,1%), ma il ricorso al farmaco da banco è nel rispetto dei consigli di medici e farmacisti.

«Questa è un'opzione di massa che non appare in conflitto con il sapere esperto» evidenzia infatti il direttore generale del Censis Massimiliano Valerii. Per i farmaci senza obbligo di ricetta in Italia si spende il 39% in meno della media degli altri grandi Paesi europei. E se la cautela è d'obbligo nel loro utilizzo, ci possono essere dei vantaggi, per le persone oltre che per il Servizio Sanitario Nazionale. Sono guariti dai piccoli disturbi grazie a un farmaco da automedicazione almeno in un'occasione durante l'anno 17,6 milioni di italiani e 15,4 milioni di lavoratori sono rimasti sul luogo di lavoro grazie al loro effetto.

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro