Quotidiani locali

Cronaca italiana, le storie del 15 novembre 2017

Le notizie di oggi dai quotidiani locali

Offese a Bebe Vio, individuato l’autore
Treviso. Le ingiuriose scritte contro la campionessa paralimpica Bebe Vio non rimarranno impunite: per il presunto autore dei messaggi comparsi nei mesi scorsi in piazza Caduti a Mogliano è scattata la denuncia. Le indagini svolte dai carabinieri, che sono ricorsi anche a raffronti calligrafici, hanno portato all’identificazione di un soggetto già noto alle forze dell’ordine per episodi simili. Su di lui, G. T. cinquantanne residente a Preganziol, pende ora l’accusa di diffamazione aggravata, per aver insultato un soggetto disabile.

Caso Vettorel, la mamma del diciottenne: «Mio figlio sarà assolto»
Feltre. «Volevano una sua confessione. O meglio, una credibile assunzione di colpa. A quel punto, sarebbe arrivata una condanna con la condizionale, e mio figlio avrebbe potuto tornare a casa». Jamila Baroni è una donna tenace. È la madre di Fabio Vettorel, il giovane feltrino in carcere preventivo ad Amburgo da quattro mesi. Accusato di disordini e scontri.

Sedici tv per i bimbi in lotta con il cancro
Pavia. «Ciao a tutti voi, sono Aurora, ho espresso un desiderio per tutti i bambini ricoverati. Servirebbero 16 televisioni per tutte le stanze da posizionare al muro. Cercavamo un benefattore che le porti qui e una grande festa faremo. Il capitano della squadra sono io ovviamente, Aurora. Grazie di cuore, buona giornata a tutti voi». Aurora, occhi grandi e un sorriso che non lascia scampo, ha nove anni, e da febbraio è ricoverata nel reparto di oncoematologia pediatrica del policlinico San Matteo diretto dal professor Marco Zecca. Il suo appello pubblicato da Pietro Castellese del Cral San Matteo sulla pagina Facebook dello spaccio, ha commosso la città. Seicento condivisioni, 50mila visualizzazioni.

Meningite C: «Mia moglie ha rischiato di morire e ora non lasciateci soli»
Livorno. Massimiliano vive nella tempesta da sette anni, da quando un banale infortunio si è trasformato in un’odissea sanitaria: diciannove interventi chirurgici conclusi con l’amputazione di parte della gamba destra che l’ha costretto a dire addio al vecchio lavoro. «Ma il peggio – sospira entrando in Comune per chiedere un appuntamento con il sindaco Filippo Nogarin – è arrivato un mese fa». La moglie si ammala di meningite C.

Naufraghi in rete, l'àncora è la famiglia
Padova. Ubriachi di internet annaspano nel virtuale, assetati di relazioni vere si aggrappano alla fiducia degli amici e all'affetto di mamma e papà: i quindicenni trascorrono gran parte delle loro giornate in rete, soprattutto con i loro smartphone, ma è nel rapporto con gli amici e con la famiglia che trovano supporto e sicurezza. È solo uno dei tanti volti dell'adolescenza che emerge dalla sintesi annuale dello studio "Crescere" promosso dalla Fondazione "Emanuela Zancan", una ricerca "longitudinale" che intende monitorare un campione di ragazzi, seguiti dai 12 fino ai 18 anni, per coglierne i cambiamenti nel loro percorso di crescita.

Negozi, ristoranti e wellness. Nuovo volto chic per la Fiera
Trieste. Nel 2021 - se la sequenza di iter amministrativo, cantiere, allestimento si sarà dimostrata virtuosa - al posto dell'attuale cadente ex Fiera sarà sorto un complesso su due piani di quasi 20 mila metri quadrati, di colore bianco e «dalla forma morbida e dinamica», arricchito da uno spazio verde pubblico pensile di 6400 metri quadrati.

Gli acrobati livornesi sul tetto di Firenze
Firenze. Turisti e fiorentini erano tutti col naso all'insù ieri in piazza Duomo a Firenze: del resto non capita tutti i giorni di vedere gli "alpinisti" volteggiare, come in un film di James Bond, sulla cupola del Brunelleschi. «Parlare di emozione è il minimo», dice Miguel Loza Araya, il capo spedizione: questa sensazione - e questa sensazionale panoramica - continuerà a provarla fino a venerdì prossimo, condizioni meteo permettendo. Spetta a loro, assistiti da due colleghi appollaiati al "campo base" sul ballatoio della lanterna, il compito di monitorare lo stato di salute del capolavoro architettonico, simbolo della città.

Industria dei profughi. Olinda macina utili
Mantova.  Era una cooperativa come tante, impegnata in servizi educativi e, al massimo, a supporto degli immigrati con centri diurni per donne sole e con figli. Così nei primi anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1999. Ora la cooperativa Olinda, sede nello splendido settecentesco palazzo Grassi di Medole (la famiglia è la stessa di Golden Lady), è un gigante nel settore dell’accoglienza dei migranti: ne gestisce 615 tra Mantova (412), Brescia (128) e Verona (75), numeri che ne fanno un leader non solo a livello locale.

A 14 anni scappa da casa e chiama la polizia: «Aiuto, papà picchia mia sorella»
Massa Carrara. Erano quasi le 23 di domenica12 novembre quando un ragazzino di quattordici anni, concitato per lo spavento, ha chiamato la polizia: «Aiuto, mio papà sta picchiando mia sorella». L’adolescente è stato calmato dall’agente che era all’altro capo del telefono e ha spiegato cosa stava succedendo: la ragazza, maggiorenne da pochi mesi, era rientrata tardi, rispetto all’orario che le aveva dato il genitore, e così era cominciata la discussione.

Benedetta e Ivan, il valore del dono
Modena. Lei ha dato il suo midollo a una persona malata, lui è guarito dalla leucemia dopo averlo ricevuto: «Dalla paura alla gioia». «Si dona una sola volta nella vita, se si ha la fortuna di poterlo fare. A me questa fortuna è capitata»: quando Benedetta Berselli, 23 anni, studentessa di Medicina, racconta la sua esperienza di donatrice Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo) le brillano gli occhi e non riesce a non mostrare tutta l'emozione che quel gesto le ha riservato. «Ho iniziato a donare sangue appena diventata maggiorenne, ma da circa un anno ero iscritta anche alla lista dei donatori di midollo: solamente una persona su 100.000 è il nostro gemello genetico». Proprio perché i numeri sono così sproporzionati (un donatore compatibile ogni 100mila persone) è fondamentale portare avanti attività di sensibilizzazione.

«Mio figlio di due anni con la baby-sitter ubriaca»
Padova. «Quasi un'ora senza sapere nulla di mio figlio. Anzi, sentivo solo i suoi pianti in sottofondo e non riuscivo a capire cosa stava accadendo». Ciò che è successo questa mamma che ancora trema al pensiero, l'ha scoperto quando è tornata a casa trafelata, sudata e con il cuore in gola. La baby-sitter a cui aveva lasciato suo figlio di due anni e mezzo era ubriaca fradicia. Si era scolata una bottiglia di Gin dopo pranzo e, a causa dell'equilibrio instabile, ha fatto cadere il bambino due o tre volte. «L'abbiamo licenziata in tronco. Ma sapete qual è il colmo? Dobbiamo pagarle il preavviso». Lei è giornalista di una emittente locale, lui amministratore delegato di una grande azienda padovana.

Bastione della Cavallerizza: il Comune cerca mecenati
Grosseto. Un beneficio, fiscale, per privati cittadini, enti o società che decidono di fare mecenatismo, cioè di donare denaro (erogazioni liberali) per sostenere il patrimonio culturale pubblico. E un beneficio per tutti quei monumenti, luoghi e opere pubbliche, destinatari delle donazioni, che possono così essere restaurati, sistemati e restituiti alla fruizione.

L'orientamento universitario adesso si chiama Whiri Whiri
Ferrara. Scegli la tua università, la tua facoltà, il tuo corso di laurea, il tuo futuro. Questo il motto di Whiri Whiri, una novità assoluta nel mondo dell'auto-orientamento allo studio, e sono ferraresi i tre ragazzi che hanno progettato quella che è la prima piattaforma informatica destinata a confrontare gli atenei italiani. Loro sono Nicola Sita, venticinquenne impegnato nel mondo dell'informatica, Fabio Bedeschi, 20 anni, studente di ingegneria informatica, e Matteo Zanirati, trentenne consulente di business intelligence. La piattaforma, Whiri Whiri, servirà a raccogliere dati e aiutare gli studenti fin dalla fase di orientamento.

«Prigioniera del ladro nel mio letto»
Modena. «Sono rimasta immobile sul letto, respirando appena, mentre quell’uomo sfilava il cassetto del comò. Ci ha messo 10 minuti. Una sfrontatezza incredibile: avevo la tv accesa e dalla specchiera del comò era impossibile non vedermi, ma lui ha continuato». Ha dello sconcertante il racconto di Emanuela Marinelli. La donna che lunedì alle 18,40 ha subito un inquietante faccia a faccia con il ladro.

Bimbo malato di Sma, Roverbella si mobilita per l'auto attrezzata
Mantova. L'idea è partita da tre ristoratori. Ma la speranza è che contagi tutto il paese, che le adesioni fiocchino numerose. Perché la posta in gioco non è solo la soddisfazione di un bel pranzo, è molto più alta. C'è l'aiuto da offrire ad una famiglia e ad un bambino di tre anni, Nikolas, che per poter essere accompagnato in giro dai suoi genitori ha bisogno di un'apposita pedana elettrica che carichi il suo passeggino e l'attrezzatura che lo aiuta a respirare sull'auto di famiglia. Già, perché Nikolas è affetto dalla Sma, l'atrofia muscolare spinale di tipo 1, malattia genetica degenerativa. Nikolas ha bisogno di assistenza ventiquattro ore al giorno.

Addio allo chef Carluccio. A Londra creò un impero
Ivrea. Si è spento a Londra all’età di 80 anni, l’8 novembre scorso, il celebre cuoco borgofranchese Antonio Carluccio. Originario di Velletri sul Mare, Carluccio, cresciuto a Borgofranco d’Ivrea, è stato il primo ambasciatore della cucina italiana nella capitale britannica, dove era arrivato nel 1975.

Da cervello sprecato ad assassino di Sissi: chi era Luigi Lucheni
Trieste. Oggi si parla molto, e giustamente, di "cervelli in fuga", ma non si parla di "cervelli sprecati", ovvero le persone che non hanno potuto esprimere le proprie capacità intellettuali. L'intuizione viene leggendo un libro curioso e stimolante: "Vita e morte dell'assassino di Sissi. Luigi Lucheni" di Corrado Truffelli (Fermoeditore, 236 pagine, 22,90 euro).Il volume racconta in sei capitoli la tragedia dalla parte dell'assassino. Il più interessante è il primo che riporta le memorie che Lucheni scrisse durante la carcerazione. È il manoscritto che ne causerà la morte, perché quando gli viene sequestrato, lui vive questo atto come la massima ingiustizia. Impazzisce di rabbia e finisce nel "cachot", la peggiore delle celle rigore, dove si suiciderà, o sarà suicidato.

Statue degli antichi romani ricreate con tecnologia 3D
Modena. La tecnologia, attraverso la stampa "3D",ma non solo, applicata ai tesori artistici delle nostre città, quasi come se un redivivo Michelangelo oggi "scolpisse" con il computer invece che con lo scalpello. Accade grazie alla società modenese "Geomatics engineering innovative solutions" (Geis), uno spin off dell'Università di Modena e Reggio nato nel 2014, che ha realizzato una copia di 8 metri della statua di Marco Emilio Lepido conservata a Reggio e una copia del plastico del sito Unesco di Modena. Andiamo con ordine. Il Comune di Reggio nei mesi scorsi ha incaricato l'azienda modenese di produrre una statua dell'originale conservato da tempo all'interno del palazzo municipale.

Graizzaro spopola sul web: «Sogno di arrivare in tv»
Valle d'Aosta. «Al sabato pomeriggio, chi c'è, chi c'è?...». Le parole del motivetto coniato da Massimo Graizzaro, 31 anni, di Pont-Saint-Martin sono ormai diventate un tormentone sul web. E non solo in Bassa Valle tra i tanti amici e conoscenti. Sui social lui è Super Macimo, personaggio della rete nato per gioco un anno fa e diventato sempre più noto. Merito delle dirette dal suo profilo facebook che ogni sabato, puntualmente,

attorno alle ore 16, catalizzano per venti minuti l'attenzione di centinaia di followers. Clip visualizzate migliaia di volte nel corso della settimana e il cui successo è amplificato dalla pagina Youtube che il giovane ha aperto selezionando tra quelle più riuscite.
 

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