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Ciampi, l’ultimo saluto al «Presidente di tutti»

Cittadini, esponenti politici e delle istituzioni alla camera ardente al Senato. Lunedì 19 settembre lutto nazionale e funerali in forma privata. Salvini: «Vendette il Paese»

ROMA. C’era la fila di cittadini da ben due ore prima che la camera ardente venisse aperta. Sono prima di tutto gli italiani portare il loro saluto a Carlo Azeglio Ciampi con un omaggio sentito, il loro grazie per un presidente che ha saputo restituirgli l’orgoglio, la riscoperta dei valori della Patria, l’importanza di sapersi rimboccare le maniche nei momenti di difficoltà. C’è chi ricorda il suo passato da soldato, chi il salvataggio della lira dalla tempesta finanziaria o il traghettamento nel club dell’Euro. E poi il grande impegno per quella massima carica dello Stato, “il presidente di tutti” che ha saldato la comunanza di un popolo in momenti difficili per la democrazia. Il grande italiano Presidente, «di quegli uomini che non ci sono più» confida alla moglie uno dei tanti che fanno la fila dietro le transenne fuori da Palazzo Madama. Dentro, nella camera ardente, allestita nella sala Nassirya, niente telecamere come chiesto dalla famiglia; un ultimo saluto schivo ma non riservato, alla maniera di Carlo Azeglio. Una sola rosa rossa spiccava sul feretro, lasciata dalla moglie Franca, da una vita compagna inseparabile. Per loro oggi sarebbero stati 70 anni di matrimonio. La lunga fila di cittadini e personalità accolta dalle corone e dai gonfaloni della città di Livorno, della scuola Normale di Pisa di cui fu allievo, Corone anche dalla presidenza della Regione Lazio, dal sindaco di Roma, dal Consiglio superiore della magistratura e dal Partito democratico e i fiori dell’A.S.Livorno, la sua amata squadra di calcio. Tra i primi ad arrivare il presidente Sergio Mattarella, il presidente emerito Giorgio Napolitano, Matteo Renzi, la presidente della Camera Laura Boldrini e del Senato Pietro Grasso. Numerose le personalità del mondo politico ed economico che hanno collaborato con lui e che gli sono state vicino nella sua lunghissima carriera. Il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, dell’interno Angelino Alfano, Emma Bonino, Gianni Letta, il suo inseparabile portavoce Paolo Peluffo, Nicola Mancino e Luciano Violante. Omaggio al feretro anche dal Vaticano con il cardinale Agostino Vallini, vicario del Papa. A raccontare di «una fede che non lo ha mai abbandonato», monsignor Vincenzo Paglia a cui lo legava una profonda amicizia: «Ho accompagnato Carlo sino agli ultimi giorni. Ci conoscevamo da tanti anni e in questi ultimi anni la malattia lo aveva molto provato». Un conforto «che lo accompagnato fino all’altro giorno quando, prima che si assopisse, gli ho portato i saluti e la benedizione di papa Francesco con il quale mi ero incontrato il giorno precedente».

Il saluto al feretro di un uomo che ha contribuito alla storia repubblicana, anche da due sindaci del Movimento 5 Stelle, espressione della politica più recente: Filippo Nogarin, primo cittadino della sua città natale e Virginia Raggi, sindaco della città d’adozione. Omaggi trasversali cui fanno eccezione quelli della Lega di Matteo Salvini che, nonostante le critiche piovutegli addosso, non cambia idea e ieri ha nuovamente ribadito: «Il mio è un giudizio politico, ha sulla coscienza il fatto di aver svenduto l’Italia». Il saluto dell’Italia a Carlo

Azeglio Ciampi è andato avanti per tutta la giornata anche dai social network e proseguirà nella mattinata di oggi alla camera ardente del Senato. Domani giornata di lutto nazionale mentre i funerali si terranno in forma privata nella chiesa di S.Saturnino a Roma.

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