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Infertilità femminile addio, arriva l’inositolo

Infertilità femminile addio, arriva l’inositolo

Si trova in natura in alcuni alimenti, tra cui legumi, cereali, frutta. La lecitina di soia, il riso integrale, il grano saraceno, l'avena e l'orzo ne sono ricchi. Secondo gli ultimi studi, il 50% delle pazienti che assume questo “zucchero” torna ad ovulare dopo circa un mese, l’88% ripristina il ciclo mestruale dopo 3 mesi, il 70% torna ad avere un ciclo mestruale regolare e il 55% riesce ad avere una gravidanza spontanea

Buone notizie per le donne che sognano di avere un bambino: recentissimi studi dimostrano infatti che un nuovo e importante aiuto arriva dall’inositolo, prontamente ribattezzato “molecola della fertilità”, prezioso alleato nella lotta contro la sindrome dell'ovaio policistico (Pcos), patologia che colpisce fra il 5% e il 10% delle donne in età riproduttiva, impedendo loro di concepire.

Ruolo, meccanismo d’azione e dose ottimale per la cura dei disturbi endocrino-metabolici della donna sono stati presentati a Firenze nell'ambito del World Pediatric and Adolescent Gynecology Congress (25-28 giugno), mettendo in luce l'effetto positivo di questa sostanza nelle donne affette da Pcos e la sua capacità di migliorare la qualità ovocitaria.

Un problema che affligge una coppia su cinque. L’impossibilità di avere figli è un problema nazionale che affligge almeno una coppia su cinque: a dichiararlo è stato lo stesso ministero della Salute, che ha attivato un Piano nazionale di assistenza sanitaria per abbattere le barriere fisiche e culturali che ostacolano la ricerca di un bambino.

Le cause alla base di questo fenomeno sono tante e di diversa natura e possono riguardare sia uomini che donne, oppure la coppia stessa. Protagonisti del congresso fiorentino, i due pionieri degli approfonditi studi sulla molecola Vittorio Unfer, docente di ostetricia e ginecologia all’università Ipus, Istituzione di alta formazione di Chiasso in Svizzera, e John E. Nestler, docente di medicina presso il dipartimento di medicina interna, Virginia Commonwealth University.

Una sostanza contenuta in legumi, cereali e frutta. L'inositolo si trova in natura in alcuni alimenti, tra cui legumi, cereali, frutta. In particolare, la lecitina di soia ne è ricca come anche il riso integrale, il grano saraceno, l'avena e l'orzo. Anche la carne, sia di bovino che di maiale, ne contiene una certa quantità. In base agli studi è quindi consigliabile seguire una dieta equilibrata che preveda tali alimenti, abbinata ad attività fisica, e se necessaria anche un'aggiunta di integratori a base di inositolo. Il 50% delle pazienti che ha assunto questa molecola, è tornata ad ovulare dopo circa un mese, l'88% ha ripristinato il ciclo mestruale dopo 3 mesi, e il 55% è riuscito anche ad avere una gravidanza spontanea.

Nuove cure contro il Pcos. Ad oggi, le cure contro il Pcos sono diverse, utili a rimuovere solo uno o alcuni sintomi della patologia: dalla pillola anticoncezionale, se non si desidera una gravidanza, ai numerosi farmaci insulinosensibili, che normalizzano il ciclo mestruale, riducono gli androgeni e migliorano la funzione riproduttiva sia in senso di ripristino dell'ovulazione spontanea che di miglior risposta alle terapie di induzione dell'ovulazione.

I nuovi studi hanno dimostrato che nuove molecole appena individuate e senza effetti

collaterali provocano risultati identici a quelli farmacologici: interessanti, in particolare, il Myo-inositolo (Mi) e il D-chiro-inositolo (Dci), i due principali stereoisomeri dell’inositolo che svolgono la funzione di secondi messaggeri dell’insulina, anche se con funzioni diverse.

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