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Meningite, cosa c’è da sapere

Meningite, cosa c’è da sapere

La morte della studentessa romana di 18 anni che tornava dalla Giornata mondiale della gioventù; il 29 luglio il decesso in poche ore di una 24enne di Milano; il caso della Toscana, dove dall'inizio dell'anno si registrano 25 casi di meningite (38 nel 2015) sollevando interrogativi su cause, fascia d’età colpita, eventualità di un dilagarsi del focolaio e sui mezzi per contrastarlo. Abbiamo chiesto a Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, di aiutarci a fare il punto

Il caso Toscana, in ordine di tempo: 38 casi di meningite di vari ceppi nel 2015, 25 dall'inizio dell'anno. Il 29 luglio la morte di una dottoranda di 24 anni a Milano, Alessandra Covezzi, originaria di Ferrara. Il primo agosto a Vienna la morte di una studentessa romana di 18 anni che tornava da Cracovia dopo la Giornata mondiale della gioventù. La meningite, la violenza del germe, l'eventualità di una diffusione, preoccupa. Per chiarire i meccanismi e fare il punto sulla situazione abbiamo sentito Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità.

«Considerando anche gli ultimi episodi - dice Rezza - non c'è un aumento del numero dei casi in Italia». Ma con la meningite non bisogna mai abbassare la guardia: «anche se rara -aggiunge - i casi sono pesanti e se non si interviene precocemente non si riesce a trattare. In alcuni casi può essere letale».

Cosa è la meningite. È un’infezione che interessa il sistema nervoso, in particolare le meningi che sono il rivestimento. Può essere determinata da virus o batteri: i più aggressivi sono i batteri. Tra questi, il meningococco C e B.

Le fasce d'età più colpite. I bambini nei primissimi anni di vita. Gli adolescenti e i giovani adulti (24-25 anni)

Il contagio. Avviene per via aerea, occorre un contatto molto ravvicinato

Come si riconosce. La malattia ha una progressione in molti casi rapidissima. Si manifesta in genere con un febbrone improvviso, un forte mal di testa, rigidità del collo e nuca. Oppure con macchioline sulla pelle. Il rischio è non riconoscere subito i sintomi che si possono confondere in alcuni casi con quelli dell’influenza. Le vaccinazioni, allora, diventano fondamentali per contrastarne la diffusione.

Come si cura. La terapia, l'unica disponibile, è antibiotica. Le prime 48-72 ore sono decisive

La diffusione in italia. Secondo dati dell’Istituto superiore di sanità, nel 2014 ci sono stati 163 casi di malattia invasiva da meningococco (0,27 casi per 100mila). Tra 2011 e 2014 l’andamento è stato stabile. Invece, dai dati del 2015, ancora provvisori, emerge un aumento di casi di meningococco di tipo C in giovani adulti (dei 23 che si sono verificati tra 18 e 34 anni, 18 sono stati in Toscana). C’è stato un lieve aumento anche in Lombardia. Il sierogruppo più frequente tra 2011 e 2014 è stato il tipo B, a seguire C e Y.

I ceppi e i tre vaccini (C, B, quadrivalente). I vaccini proteggono contro le forme più frequenti di tipo batterico. Contro quelle virali non ci sono vaccini. Quali sono i ceppi da cui oggi in Italia è più urgente difendersi? Il tipo C che con la vaccinazione dei bambini si pensava sotto controllo di fatto è quello che sta causando il focolaio in Toscana - spiega Rezza-. Il B è quello più comune da quando esiste la vaccinazione contro il C. Esiste, dal primo gennaio 2014, un vaccino mirato a contrastarlo. Poi ci sono sierogruppi come A, Y, W.  Il primo circola in Africa o in Est Europa; il secondo sta un po’ aumentando in Italia e nell’Est Europa; il terzo ogni tanto compare in Europa. Contro questi tre e contro il C è stato messo a punto un vaccino quadrivalente.
L'haemophilus influenzae di tipo B è inserito nella vaccinazione esavalente.

Obbligatorietà. I vaccini contro la meningite sono raccomandati e non obbligatori. «L’obbligatorietà – spiega Rezza – dipende dall’epoca storica in cui sono stati introdotti».

I costi. Non tutti i vaccini contro la meningite sono gratuiti, almeno non in tutte le Regioni. È il caso di quello messo a punto contro il meningococco B. È caro, anche considerando che richiede più dosi. «È nuovo, è stato inserito nel Piano nazionale della prevenzione vaccinale 2016-2018, non ancora ufficialmente approvato», spiega Rezza. Una volta inserito in questo calendario dovrebbe essere erogato gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale. Al momento solo Basilicata, Puglia, Veneto, Toscana, Sicilia, Liguria, Friuli Venezia Giulia lo somministrano gratuitamente.

Immunizzati, ma per quanto? «Il punto cruciale del vaccino antimeningococco è la durata della protezione. Quello del B non si conosce, è nuovo. Considerando che il C viene somministrato in una dose sola a un anno di vita, bisogna vedere se è sufficiente».

Gli adulti. «A un adulto vaccinarsi male non fa – dice Rezza –. Là dove c’è un focolaio come accade in Toscana, dove vengono colpiti soprattutto adulti ed anziani, sicuramente è consigliato». Per la meningite B non c'è necessità, per la C dovrebbero vaccinarsi le persone che vivono in aree con incidenza maggiore come la Toscana. Non ci sono controindicazioni ai vaccini.

Consigli. Ma da medico quali vaccini contro la meningite consiglia ai genitori? «Sicuramente il C, secondo il calendario nazionale nel primo anno di vita; il il B laddove la Regione lo ha introdotto, sempre nel primo anno di vita, quando il rischio di contrarre la meningite è più alto. Il quadrivalente quando si fa un richiamo o in adolescenza, epoca in cui si viaggia».

Caso Toscana: focolaio isolato? In Toscana si continuano a registrare casi tra gli adulti e gli anziani . C’è il rischio che il focolaio si allarghi?  «È difficile dirlo – dice Gianni Rezza –. Da un anno a oggi il fenomeno è locale, ristretto tra Firenze Prato Empoli e Pistoia. Ci si poteva aspettare un allargamento per contiguità o distanza, ma non è avvenuto. Si suppone che nella zona ci sia una circolazione più elevata di un ceppo particolare di meningococco C, il sottotipo St11, molto aggressivo. Se ne  registrano casi sporadici in Italia e in Europa, non si capisce come sia arrivato e perché si sia concentrato in un’area precisa della Toscana». La Regione ha cominciato da tempo a vaccinare i bambini di un anno e a richiamare gli adolescenti. A oggi nell’area interessata la vaccinazione è gratuita dagli undici anni in poi, in genere la quadrivalente per i giovani e la monovalente (C) per gli adulti. «Il registrarsi di casi tra gli adulti è strano perché quando si vaccinano gli adolescenti, oltre allaprotezione de i singoli si contribuisce a creare un'immunità di gregge», dice Rezza. Evidentemente la protezione dei più piccoli non è bastata a garantire quella di adulti e anziani.

Muore a Milano di meningite fulminante a 24 anni Una studentessa ferrarese si è spenta in sole sei ore. Inutile l'intervento in ospedale. Una scheda sull'infezione batterica che ha portato via Alessandra Covezzi

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