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Froome e la sua impresa. E' stato fantastico...e non avevo scelta

Froome e la sua impresa. "E' stato fantastico...e non avevo scelta"

Il campione racconta quei km folli. "Sapevo il fantaggio del mio gruppo sugli inseguitori...Anzi no ero solo io e basta"

BARDONECCHIA. «Sì, ho fatto un’impresa colossale, ma era l’unica cosa che potevo inventarmi per vincere il Giro. Ora non ho ancora vinto perché prima di Cervinia può succedere di tutto, ma alla vigilia credevo nell’impresa e la squadra mi ha aiutato a raggiungerla con tutte le sue forze».

Chris Froome sa di non avere ancora vinto il Giro, ma sa di essere molto vicino a farlo. Gli chiediamo quando davvero abbia capito di realizzare qualcosa di unico durante la folle cavalcata di 83 km. Lui? Risposta secca. In inglese: «Fino all’ultimo sapevo che dovevo tener duro, avevo tutti i raffronti tra il mio gruppo e quello dei miei rivali grazie all’ammiraglia e alle moto».

«Sì, ho fatto un’impresa colossale, ma era l’unica cosa che potevo inventarmi per vincere il Giro. Ora non ho ancora vinto perché prima di Cervinia può succedere di tutto, ma alla vigilia credevo nell’impresa e la squadra mi ha aiutato a raggiungerla con tutte le sue forze». Chris Froome sa di non avere ancora vinto il Giro, ma sa di essere molto vicino a farlo. Gli chiediamo quando davvero abbia capito di realizzare qualcosa di unico durante la folle cavalcata di 83 km. Lui? Risposta secca. In inglese: «Fino all’ultimo sapevo che dovevo tener duro, avevo tutti i raffronti tra il mio gruppo e quello dei miei rivali grazie all’ammiraglia e alle moto». Si ferma. Si mette a ridere. «Scusa, non il mio gruppo, io e basta». Ecco, forse solo due ore dopo l’impresa durante la conferenza stampa del vincitore si rende d’avvero conto della pennellata rosa. Gli chiedono se ha notato quei due tifosi sul Colle delle Finestre travestiti da “puff” per il farmaco anti-asma per il cui abuso è accusato di doping. Reagisce: «Sono sotto processo ma sono innocente. No, quei tifosi non li ho visti, ne ho viste altre migliaia che mi hanno incitato come sempre e li ringrazio. Non ho nulla da nascondere. Voglio vincere il Giro, che è più imprevedibile del Tour, corsa controllata dai campioni ma meno folle del Giro”. Ieri la follia l’ha fatta Chris, il keniano bianco, altro che.

Si ferma. Si mette a ridere. «Scusa, non il mio gruppo, io e basta». Ecco, forse solo due ore dopo l’impresa durante la conferenza stampa del vincitore si rende d’avvero conto della pennellata rosa. Gli chiedono se ha notato quei due tifosi sul Colle delle Finestre travestiti da “puff” per il farmaco anti-asma per il cui abuso è accusato di doping. Reagisce: «Sono sotto processo ma sono innocente. No, quei tifosi non li ho visti, ne ho viste altre migliaia che mi hanno incitato come sempre e li ringrazio. Non ho nulla da nascondere. Voglio vincere il Giro, che è più imprevedibile del Tour, corsa controllata dai campioni ma meno folle del Giro”. Venerdì la follia l’ha fatta Chris, il keniano bianco, altro che.

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