Tante spiagge diverse per ogni esigenza
Da Grado a Muggia, in una manciata di chilometri, una costa tutta da scoprire. Sabbia, ciottoli e roccia per tutte le esigenze, da quelle dei più piccoli agli amanti delle coste del basso Mediterraneo
di Marina Nemeth
Poche zone d'Italia offrono come Trieste e la sua provincia una
così ampia varietà di spiagge, ognuna diversa dall'altra, e capaci
di soddisfare ogni tipo di esigenza. Sarà per la passione per il
mare, insita nel dna dei triestini, sarà per le distanze ridotte
che consentono di raggiungere in breve tempo il litorale, è un
fatto che l'abitudine a prendere il sole, anche nature, nasce qui
già in tempi in cui, soprattutto per le donne, era considerata
sconveniente.
Stabilimenti balneari di antica tradizione sorgono quasi nel cuore
del centro della città. Come l'Ausonia, con le sue architetture
anni Trenta, Alla Lanterna (super popolare e famoso in tutta Europa
per il muro invalicabile che separa donne e uomini), o il bagno
Alla Diga, oasi in mezzo al golfo riportata a nuova vita
quest'anno, e raggiungibile in barca in pochi minuti da piazza
Unità. Per chi non usa l'automobile o per chi decide di prendersi
delle pause veloci durante la giornata di lavoro sono dei veri
toccasana e insieme rifugi dall'afa estiva.
Ogni triestino, comunque, ha il suo bagno preferito. C'è chi
sceglie la tradizione del Ferroviario, chi l'allegra babele
giovanile di Grignano Primo, chi ancora la quiete protetta di
Grignano Secondo o del bagno Miramare- Castello. Barcola, invece,
fa caso a parte. Suddivisa in zone a seconda dell'età dei suoi
frequentatori, gratuita, rappresenta un po' tutte le anime della
città e, da qualche anno, anche quella delle sue nuove comunità, da
quella serba a quella cinese.
Acque limpide, coste frastagliate e selvagge, piccole insenature
nascoste, caratterizzano tutta la Costiera, con i suoi profumi
mediterranei di timo, menta, rosmarino, le foreste di pini
marittimi e gli antichi sentieri costeggiati da pastini coltivati a
vite o ad ulivi. Salvo lo stabilimento Le Ginestre, a cui si accede
anche in auto, l'accesso al mare è spesso impervio e il ritorno
faticoso. Ma la bellezza dei luoghi, le spiagge di roccia e pietra,
l'assoluta privacy di alcune calette, nelle quali è possibile fare
il bagno anche nudi, ripagano lo sforzo.
Infine la baia di Sistiana con le sue spiagge di ghiaia,
Castelreggio e Caravella, amata e frequentata negli anni Sessanta
del grande scultore Marcello Mascherini. E Duino, il paese dove il
Carso incontra il mare e dove ci si bagna in una baia protetta che
prende il nome dalla leggenda della Dama Bianca, la giovane donna
fatta precipitare dal castello e trasformata quando era ancora in
volo in una roccia bianca che con un po' di fantasia si intravede
dal mare.
Insomma, tra tradizione, suggestione e bellezze paesaggistiche ce
n'è davvero per tutti i gusti.
Dal Lisert e da Monfalcone la costa che affaccia sul mare Adriatico
cambia volto. Da rocciosa e a picco sul mare diventa gradualmente
sabbiosa e formata da isolotti, banchi e barene, ovvero lingue di
sabbia che emergono dalla superficie della laguna. Si tratta di
zone spesso scarsamente popolate, dove flora fauna e paesaggio sono
ancora naturali e selvaggi e di cui solo una parte, un po' più di 3
mila chilometri su oltre 21 mila, risultano balenabili. Monfalcone,
pur vantando numerose attività nautiche e marinare, porti turistici
e da diporto, ha scelto infatti negli ultimi decenni di centrare il
suo sviluppo più sulle attività commerciali ed industriali che su
quelle turistiche, in considerazione di un porto efficiente e delle
presenza della Fincantieri e delle sue rinomate navi da crociera.
Le spiagge dell'Isontino, frequentate da un turismo principalmente
locale e relativamente attrezzate, attirano comunque gli
appassionati della natura per il loro fascino selvaggio, la quiete
e la vicinanza ad oasi naturalistiche apprezzate dai birdwatchers
per l'osservazione di numerose specie selvatiche protette.
È il caso del Lido di Staranzano, a pochi chilometri dall'isola
della Cona e del Parco naturalistico della foce dell'Isonzo. Di
Marina Julia, nata con aspirazioni turistiche negli anni Sessanta,
e oggi ancora dotata di un piccolo centro urbano con negozi,
ristoranti e servizi. E del Lido di Panzano, la spiaggia vecchia di
Monfalcone, per il quale si prospetta però un piano di rilancio
turistico-balneare. Da Monfalcone, verso Grado, attraverso zone
boschive e coltivate, si raggiunge, all'altezza di Fossalon,
un'altra oasi naturalistica riconosciuta ufficialmente, la Val
Cavarera, prediletta dagli uccelli migratori di molte specie sia
d'estate che durante i riposi durante le migrazioni.