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lunedì 22.03.2010 ore 00.49
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Tante spiagge diverse per ogni esigenza

Da Grado a Muggia, in una manciata di chilometri, una costa tutta da scoprire. Sabbia, ciottoli e roccia per tutte le esigenze, da quelle dei più piccoli agli amanti delle coste del basso Mediterraneo

di Marina Nemeth

Poche zone d'Italia offrono come Trieste e la sua provincia una così ampia varietà di spiagge, ognuna diversa dall'altra, e capaci di soddisfare ogni tipo di esigenza. Sarà per la passione per il mare, insita nel dna dei triestini, sarà per le distanze ridotte che consentono di raggiungere in breve tempo il litorale, è un fatto che l'abitudine a prendere il sole, anche nature, nasce qui già in tempi in cui, soprattutto per le donne, era considerata sconveniente.

Stabilimenti balneari di antica tradizione sorgono quasi nel cuore del centro della città. Come l'Ausonia, con le sue architetture anni Trenta, Alla Lanterna (super popolare e famoso in tutta Europa per il muro invalicabile che separa donne e uomini), o il bagno Alla Diga, oasi in mezzo al golfo riportata a nuova vita quest'anno, e raggiungibile in barca in pochi minuti da piazza Unità. Per chi non usa l'automobile o per chi decide di prendersi delle pause veloci durante la giornata di lavoro sono dei veri toccasana e insieme rifugi dall'afa estiva.

Ogni triestino, comunque, ha il suo bagno preferito. C'è chi sceglie la tradizione del Ferroviario, chi l'allegra babele giovanile di Grignano Primo, chi ancora la quiete protetta di Grignano Secondo o del bagno Miramare- Castello. Barcola, invece, fa caso a parte. Suddivisa in zone a seconda dell'età dei suoi frequentatori, gratuita, rappresenta un po' tutte le anime della città e, da qualche anno, anche quella delle sue nuove comunità, da quella serba a quella cinese.

Acque limpide, coste frastagliate e selvagge, piccole insenature nascoste, caratterizzano tutta la Costiera, con i suoi profumi mediterranei di timo, menta, rosmarino, le foreste di pini marittimi e gli antichi sentieri costeggiati da pastini coltivati a vite o ad ulivi. Salvo lo stabilimento Le Ginestre, a cui si accede anche in auto, l'accesso al mare è spesso impervio e il ritorno faticoso. Ma la bellezza dei luoghi, le spiagge di roccia e pietra, l'assoluta privacy di alcune calette, nelle quali è possibile fare il bagno anche nudi, ripagano lo sforzo.


Infine la baia di Sistiana con le sue spiagge di ghiaia, Castelreggio e Caravella, amata e frequentata negli anni Sessanta del grande scultore Marcello Mascherini. E Duino, il paese dove il Carso incontra il mare e dove ci si bagna in una baia protetta che prende il nome dalla leggenda della Dama Bianca, la giovane donna fatta precipitare dal castello e trasformata quando era ancora in volo in una roccia bianca che con un po' di fantasia si intravede dal mare.

Insomma, tra tradizione, suggestione e bellezze paesaggistiche ce n'è davvero per tutti i gusti.

Dal Lisert e da Monfalcone la costa che affaccia sul mare Adriatico cambia volto. Da rocciosa e a picco sul mare diventa gradualmente sabbiosa e formata da isolotti, banchi e barene, ovvero lingue di sabbia che emergono dalla superficie della laguna. Si tratta di zone spesso scarsamente popolate, dove flora fauna e paesaggio sono ancora naturali e selvaggi e di cui solo una parte, un po' più di 3 mila chilometri su oltre 21 mila, risultano balenabili. Monfalcone, pur vantando numerose attività nautiche e marinare, porti turistici e da diporto, ha scelto infatti negli ultimi decenni di centrare il suo sviluppo più sulle attività commerciali ed industriali che su quelle turistiche, in considerazione di un porto efficiente e delle presenza della Fincantieri e delle sue rinomate navi da crociera. Le spiagge dell'Isontino, frequentate da un turismo principalmente locale e relativamente attrezzate, attirano comunque gli appassionati della natura per il loro fascino selvaggio, la quiete e la vicinanza ad oasi naturalistiche apprezzate dai birdwatchers per l'osservazione di numerose specie selvatiche protette.

È il caso del Lido di Staranzano, a pochi chilometri dall'isola della Cona e del Parco naturalistico della foce dell'Isonzo. Di Marina Julia, nata con aspirazioni turistiche negli anni Sessanta, e oggi ancora dotata di un piccolo centro urbano con negozi, ristoranti e servizi. E del Lido di Panzano, la spiaggia vecchia di Monfalcone, per il quale si prospetta però un piano di rilancio turistico-balneare. Da Monfalcone, verso Grado, attraverso zone boschive e coltivate, si raggiunge, all'altezza di Fossalon, un'altra oasi naturalistica riconosciuta ufficialmente, la Val Cavarera, prediletta dagli uccelli migratori di molte specie sia d'estate che durante i riposi durante le migrazioni.
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