"Sì al superporto, ruolo Fs fondamentale"
Il progetto Unicredit da un miliardo. Da Dipiazza alla Bassa Poropat commenti positivi. Boniciolli non si pronuncia
di Mauro Manzin
TRIESTE. Un coro unanime di ”sì” per il ”S
uperporto” di Monfalcone-Trieste , ma il giorno dopo l’i
llustrazione del progetto cominciano a delinearsi alcune
precisazioni di cui si dovrà sicuramente tener conto nella
realizzazione del progetto. «Sottolinerei - spiega la presidente
della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat - due aspetti positivi:
da un lato l’intervento di un soggetto privato visto che le risorse
pubbliche mi sembrano alquanto in calo, dall’altro l’idea di un
sistema molto articolato delle infrastruture e dei trasporti. È
emersa la volontà di rilanciare la centralità di questo territorio
che non può limitarsi a guardare dentro se stesso. È chiaro che il
sistema portuale non può essere solo il Porto di Monfalcone-Trieste
mentre la piattaforma presentata da Unicredit è foriera sicuramente
di nuovi traffici».
Ma non è tutto oro quel che luccica. «Non posso - prosegue la
Poropat - capire una presenza alquanto laterale del presidente dell’
Autorità portulale di Trieste, Claudio Boniciolli. Ho sentito
alcuni commenti preoccupati del presidente dell’Autorità portuale
di Venezia, Paolo Costa. Quello che secondo me è ancora molto poco
chiaro è il ruolo delle ferrovie, il presidente Mauro Moretti non è
che si sia particolarmente sbilanciato. Potremmo mettere in rete
tutte le piattaforme logistiche di questo mondo ma se poi le merci
convogliate in quest’area possano guadagnare sui tempi attuali 6
giorni bisogna che ci siano le adeguate reti ferroviarie. Dopo di
che c’è il problema ”commissario”. Secondo me - prosegue - un’o
perazione di questa portata sta in piedi se i tempi dell’operazione
sono tempi ragionevolmente brevi altrimenti ci perdiamo tutto l’a
ppoggio privato. Sarebbe utile un commissario molto tecnico che non
guarda nè a destra nè a sinistra e che vada come un kamikaze per la
sua strada, ma c’è il rischio che anche una figura del genere non
riesca poi a interloquire con quelle che sono le aministrazioni
pubbliche
Serve un commissario capace di essere garante con le istituzioni».
Altro problema le allusioni che sono state fatte alla Slovenia
anche di carattere storico. «Ragionamenti così - precisa la Poropat
- non ci porteranno molto lontano. Se Capodistria fa una politica
al ribasso sui noli e sugli ormeggi è un tema che va discusso,
regolamentato e risolto in sede europea visto che anche Lubiana fa
parte dell’Ue. Beghe provinciai e rigurgiti storici sarebbero solo
un freno e certo non un passo verso un futuro di investimenti e di
sviluppo».
Chi non ha dubbi è il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza. «Io
sono entusiasta di questo progetto - afferma senza mezzi termini -
siamo di fronte a un momento molto positivo per la città quando si
muovono giganti come Unicredit e Generali e in un momento di crisi
che si parli di questo progetto mi sembra molto positivo. Io sono
stanco di sentire che scarichiamo la merce ad Amburgo e la portiamo
in Ungheria che è a 200 Km da Trieste. Un discorso complessivo che
metta in rete tutti quanti i porti dell’Alto Adriatico e che faccia
partire un progetto così ambizioso assieme al Porto vecchio li
ritengo discorsi estremamente esaltanti». E la figura del
commissario? «Oggi in Italia - risponde il sindaco - viste le
leggi, funaziona solo il commissario».
Tra i supporters del progetto si aggiunge anche il presidente della
Camera di commercio di Trieste, Antonio Paoletti il quale lo
definisce «un progetto molto interessante, finalmente un progetto
che guarda a Ovest e non sempre a Est. Bisogna prima rafforzarsi a
livello regionale, poi lentamente con Venezia e poi fare eventuali
alleanze e collaborazioni con Capodistria. Ora dopo le intenzioni
bisogna mettere in moto il meccanismo del commissario». Intanto il
presidente dell’Autorità portuale Bomiciolli risponde che «non ha
niente da aggiungere» a quanto detto nel suo intervento all’a
pertura dei lavori della due giorni triestina. Un silenzio che,
forse, parla più di mille dichiarazioni.
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(07 febbraio 2010)