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giovedì 18.03.2010 ore 22.56
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"Sì al superporto, ruolo Fs fondamentale"

Il progetto Unicredit da un miliardo. Da Dipiazza alla Bassa Poropat commenti positivi. Boniciolli non si pronuncia
di Mauro Manzin
TRIESTE. Un coro unanime di ”sì” per il ”S uperporto” di Monfalcone-Trieste , ma il giorno dopo l’i llustrazione del progetto cominciano a delinearsi alcune precisazioni di cui si dovrà sicuramente tener conto nella realizzazione del progetto. «Sottolinerei - spiega la presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat - due aspetti positivi: da un lato l’intervento di un soggetto privato visto che le risorse pubbliche mi sembrano alquanto in calo, dall’altro l’idea di un sistema molto articolato delle infrastruture e dei trasporti. È emersa la volontà di rilanciare la centralità di questo territorio che non può limitarsi a guardare dentro se stesso. È chiaro che il sistema portuale non può essere solo il Porto di Monfalcone-Trieste mentre la piattaforma presentata da Unicredit è foriera sicuramente di nuovi traffici».

Ma non è tutto oro quel che luccica. «Non posso - prosegue la Poropat - capire una presenza alquanto laterale del presidente dell’ Autorità portulale di Trieste, Claudio Boniciolli. Ho sentito alcuni commenti preoccupati del presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa. Quello che secondo me è ancora molto poco chiaro è il ruolo delle ferrovie, il presidente Mauro Moretti non è che si sia particolarmente sbilanciato. Potremmo mettere in rete tutte le piattaforme logistiche di questo mondo ma se poi le merci convogliate in quest’area possano guadagnare sui tempi attuali 6 giorni bisogna che ci siano le adeguate reti ferroviarie. Dopo di che c’è il problema ”commissario”. Secondo me - prosegue - un’o perazione di questa portata sta in piedi se i tempi dell’operazione sono tempi ragionevolmente brevi altrimenti ci perdiamo tutto l’a ppoggio privato. Sarebbe utile un commissario molto tecnico che non guarda nè a destra nè a sinistra e che vada come un kamikaze per la sua strada, ma c’è il rischio che anche una figura del genere non riesca poi a interloquire con quelle che sono le aministrazioni pubbliche


Serve un commissario capace di essere garante con le istituzioni». Altro problema le allusioni che sono state fatte alla Slovenia anche di carattere storico. «Ragionamenti così - precisa la Poropat - non ci porteranno molto lontano. Se Capodistria fa una politica al ribasso sui noli e sugli ormeggi è un tema che va discusso, regolamentato e risolto in sede europea visto che anche Lubiana fa parte dell’Ue. Beghe provinciai e rigurgiti storici sarebbero solo un freno e certo non un passo verso un futuro di investimenti e di sviluppo».

Chi non ha dubbi è il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza. «Io sono entusiasta di questo progetto - afferma senza mezzi termini - siamo di fronte a un momento molto positivo per la città quando si muovono giganti come Unicredit e Generali e in un momento di crisi che si parli di questo progetto mi sembra molto positivo. Io sono stanco di sentire che scarichiamo la merce ad Amburgo e la portiamo in Ungheria che è a 200 Km da Trieste. Un discorso complessivo che metta in rete tutti quanti i porti dell’Alto Adriatico e che faccia partire un progetto così ambizioso assieme al Porto vecchio li ritengo discorsi estremamente esaltanti». E la figura del commissario? «Oggi in Italia - risponde il sindaco - viste le leggi, funaziona solo il commissario».

Tra i supporters del progetto si aggiunge anche il presidente della Camera di commercio di Trieste, Antonio Paoletti il quale lo definisce «un progetto molto interessante, finalmente un progetto che guarda a Ovest e non sempre a Est. Bisogna prima rafforzarsi a livello regionale, poi lentamente con Venezia e poi fare eventuali alleanze e collaborazioni con Capodistria. Ora dopo le intenzioni bisogna mettere in moto il meccanismo del commissario». Intanto il presidente dell’Autorità portuale Bomiciolli risponde che «non ha niente da aggiungere» a quanto detto nel suo intervento all’a pertura dei lavori della due giorni triestina. Un silenzio che, forse, parla più di mille dichiarazioni.

RIPRODUZIONE RISERVATA
(07 febbraio 2010)
 
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