Scappa subito dopo il matrimonio con l'amico che guida l'auto nuziale
di Laura Tonero
La vignetta de Il Piccolo
Ha pronunciato il sì in municipio, poi - come da copione - si è
fatta fotografare assieme al novello sposo tra le aiuole del parco
di Miramare. Ma il matrimonio è finito lì. Poco dopo lei è scappata
con l’amico che guidava l’auto nuziale. Con la scusa di andare a
togliersi l'ingombrante abito nuziale e abbigliarsi in modo più
comodo per il banchetto, si è data alla fuga con l’amico-autista in
quello che doveva essere il giorno più bello della sua vita. Via,
alla volta della Grecia per la luna di miele con il suo vero amore;
lui, addolorato e imbufalito, è rimasto al ristorante a
intrattenere gli invitati in un’atmosfera da funerale.
Sembra il perfetto copione per un film (della serie ”Se scappi ti
sposo” o meglio ”Se ti sposo io scappo”), ma la realtà a volte è
meglio - o peggio - della fiction. A restare con un pugno di
confetti è capitato ad Andrea, un impiegato di banca triestino. Di
Sara, la sposa mancata, non ne vuole più sapere. I cognomi li
abbiamo volutamente omessi. "Ha trasformato un sentimento d'amore
in odio", ammette Andrea con comprensibile imbarazzo ma grande
dignità. "Poteva pensarci prima, almeno non spendevamo tutti quei
soldi per una messa in scena. Mi rivolgerò a un avvocato per essere
risarcito materialmente e moralmente. Sono rientrato a lavorare con
una settimana d'anticipo - spiega - e ringrazio tutti i colleghi
che invece di prendermi in giro mi stanno aiutando a ricominciare".
Il matrimonio naufragato a tempo di record è stato celebrato con
rito civile sabato 16 maggio scorso nella saletta che si affaccia
su piazza dell'Unità. "È stato un loro conoscente a celebrarlo",
osserva il consigliere comunale Salvatore Porro. Lui 34 anni, lei
quasi coetanea, si erano conosciuti appena dieci mesi fa. Lui
impiegato, lei lavora in una finanziaria di Monfalcone: vivevano
insieme a casa di lui nella zona di San Luigi. Un colpo di fulmine,
come fulminea è stata la decisione di sposarsi. E fulminea è stata
anche la fine. Il giorno del matrimonio Sara era arrivata puntuale
sfoggiando un abito color avorio. "Era tutto perfetto - racconta
Paolo, amico dello sposo - ci lamentavamo solo per il trambusto
creato dal palco allestito per il concerto di Mtv. Sono dispiaciuto
per Andrea. Meno male che ha un carattere forte: un altro uomo
avrebbe potuto fare anche una follia". Alla cerimonia hanno preso
parte solo una trentina di invitati. Da quanto raccontano gli amici
l'intenzione dei due non era quella di fare le cose in pompa magna.
Non avevano previsto nemmeno il viaggio di nozze. Almeno lui.
Finito il rito nuziale, mentre gli invitati raggiungevano il
ristorante Sardoc, Andrea e Sara si sono prestati al classico
servizio fotografico. Ad accompagnarli, con una Bmw addobbata di
tutto punto, un amico della coppia che da alcuni mesi giocava anche
a calcio con lo sposo. Dopo l'ultimo scatto la sposina ha espresso
il desiderio di andare a cambiarsi. "Andrea ci ha raggiunto subito
al ristorante - riportano gli amici - spiegandoci che, siccome il
vestito era molto voluminoso, stile 'meringa', Sara aveva preferito
andare a mettersi in tailleur". È da quel momento che la storia
prende una piega surreale. Prima un brindisi, poi un secondo e
ancora un terzo per ingannare il tempo. Ma la sposa non arriva.
"Abbiamo capito anche noi che c'era qualche problema - spiega il
personale del ristorante - ma siamo discreti e tuteliamo la privacy
dei nostri clienti..." "Dopo un'ora di attesa abbiamo chiamato Sara
- racconta Sabina, amica della coppia - ma il suo telefonino era
spento. Non ci siamo preoccupati perché ci sembrava normale che una
ragazza, il giorno del suo matrimonio, tenesse spento il cellulare.
A quel punto Andrea ha tentato di contattate l'amico che le faceva
da autista ma anche lui era irraggiungibile. Ha risposto solo dopo
un'ora e mezza". Ed è a quel punto che Sara ha trovato il coraggio
di vuotare il sacco incenerendo Andrea: "Ho capito solo ora di aver
fatto un errore. Mi dispiace, il mio cuore mi porta da un'altra
parte".
(27 maggio 2009)