"La città del caffè" si mette in mostra
TRIESTE. Gli eleganti spazi del Museo Commerciale
della Camera di Commercio, a Palazzo Dreher (via S. Nicolò 7, 2°
piano), ospitano fino a tutto marzo una piccola ma raffinata e
interessante rassegna dedicata al caffè a Trieste. Organizzata dal
Museo stesso e curata dalla Camera di Commercio, è intitolata non a
caso ”La città del caffè”: il capoluogo giuliano viene infatti
indicato come la capitale mondiale dell'espresso, poiché vanta una
delle più antiche professioni nel commercio caffeicolo, è il
principale porto mediterraneo del caffè e, grazie alla
concentrazione d'imprese specializzate nel settore, è l'unica città
al mondo con la filiera produttiva così completa.
Tra antichi e vecchi documenti, attrezzature ignote ai più come la
tostatrice del 1912, oggetti storici curiosi e affascinanti, molti
dei quali di valore antiquariale, provenienti da collezioni
pubbliche e private, la mostra, che si collega idealmente al Museo
del Caffè sito nella Torre del Lloyd, ricostruisce in modo agile e
brillante la felice epopea del caffè nella nostra città, dove
tutt'oggi la "nettarea bevanda" cantata dal Parini si prepara in
più di cento maniere. Affiorano "mode e modi" della vita e del
commercio d'un tempo, fino agli anni '70 : dalle fotografie e dalle
tazzine del Caffè Stella Polare, il più antico della città,
all'epoca ricco di stucchi e con i camerieri in livrea, a quelle
del Caffè Municipio e del Pitschen, accanto alle medaglie che a
metà '800 il caffè Tommaseo e gli Specchi davano a fine anno ai
clienti che elargivano la mancia....
E poi il contenitore in latta per trasportare le tazzine,
l'elegante caffettiera in silver plate della seconda metà '800, il
samovar in lacca verniciata di gusto orientale fine '700, la
caffettiera James Napier 1840, tutti inglesi; macinini in ottone
della prima metà del '900 di diversi paesi europei, una caffettiera
viennese a fontana in rame del primo settecento, un samovar
francese fine '700, caffettiere francesi a sifoni di compensazione
del secondo '800 e un'incredibile caffettiera-locomotiva inglese
del 1860. Accanto a significative
testimonianze delle transazioni e delle tecniche: dall'Atto
costitutivo dell'Associazione degli Interessati nel Commercio del
Caffè (1891), alla sonda (o ”subio”) per provinare il caffè crudo
nei magazzini portuali, a molti libri, tra cui il ”Viaggio
nell'Arabia Felice”, che riporta una lettera del sultano Maometto
Bendeinj al capitano francese Signor di Merveille (”che Dio diriga”)
e quello con il regolamento per gli affari del caffè alla Borsa di
Trieste, inaugurata nel 1904, il cui sviluppo fu così rapido che
nel periodo 1909/1913 le transazioni arrivarono a 1.000.000 di
sacchi l'anno (info: 0406701234 /229 - orari: da lunedì a venerdì
10-13 / mercoledì anche 15-17).
Marianna Accerboni
(04 febbraio 2010)