Prova la nuova ricerca: articoli dal 1984, foto e video
domenica 22.11.2009 ore 03.29
PUBBLICITÀ

VIA LEGITTIMA MA NON COME GIORNALISTA

di Paolo Possamai
Per quale motivo a Mario Granbassi dovrebbe essere intitolata una strada? Al di là di logiche di schieramento, vorrei tentare di riportare il tema alla sua genesi e cioè alla domanda centrale: se nel percorso professionale di Granbassi emergano ragioni di esemplarità. Tutti noi viviamo di esempi, buoni o cattivi che siano. Alla pubblica amministrazione dobbiamo chiedere, sempre e per definizione, di indicare e praticare buoni esempi.

Che Granbassi sia da additare a esempio in quanto giornalista è assai discutibile, con buona pace di chi dinanzi alle critiche con profonda sapienza ribatte "non ce ne può fregar di meno".

Non so dire in quale dei suoi libri, Claudio Magris ci rammenta che siamo figli e imperscrutabile somma delle persone che abbiamo incontrato. Non credo che Magris parlasse solo degli uomini che abbiamo frequentato, ma anche delle parole seminate da uomini nei libri, nei film, a teatro, nei musei, nelle targhe stradali. Ebbene, troppe delle parole sparse su carta di giornale e alla radio da Granbassi lungo gli anni del regime fascista non sono materia esemplare, se non in negativo.

Se una ragione di riflessione comporta tanta parte del lavoro di Granbassi, come opportunamente Ceschia rimarca, appartiene allo stile con cui ha interpretato il mestiere di giornalista. Il Comune di Trieste, infatti, sta valutando se far incidere su marmo la targa "Mario Granbassi - giornalista". Per puro spirito di provocazione, e con l'intento di far venire a galla la questione per quel che a mio avviso effettivamente è, potrei affermare che sarebbe invece legittima e fondata la targa "Mario Granbassi - attivista politico".

Ma il Comune di Trieste pretende di segnalare ai cittadini in Granbassi un prototipo di "buon" giornalismo. E qui ovviamente occorrerebbe chiedersi a quali categorie di giudizio si ispira chi amministra la città nel definire il profilo del "buon" giornalista. Di sicuro a me non piace la figura del cortigiano, del polemista monodirezionale, del propagandista. Insomma, ai colleghi secondo i quali a priori la ragione risiede in una parte, preferisco senz'altro quanti quotidianamente si interrogano, praticando il libero esercizio dell'analisi e della critica.


La questione della memoria nella vita democratica è sempre centrale, tanto più appare delicata in una città come Trieste, che sulla memoria ha definito identità e alterità. A evitare paralleli urticanti, usciamo allora da Trieste, per comporre una semplice metafora: a Milano ai Giardini pubblici di Porta Venezia, nel pantheon dei busti bronzei dei padri della Patria, lungo i vialetti dove i cittadini fin da bimbi vengono educati a coltivare il paesaggio interiore dei buoni esempi a cui orientare la vita, preferirei senz'altro incontrare Indro Montanelli anziché Emilio Fede. E con le parole affidate da Melville al suo Bartleby lo scrivano, a chi propone il nome di Mario Granbassi per una targa stradale replicherei: "Avrei preferenza di no".
(01 dicembre 2008)
Ultim'ora
Roma, 23:57 MADRE UCCIDE A COLTELLATE FIGLIO 3 ANNI NEL PADOVANO New York, 23:24 AFGHANISTAN: NYT, USA AL FIANCO DELLE MILIZIE ANTI-TALEBANI Parigi, 23:08 FRANCIA: FIGLIO CAMUS CONTRO TUMULAZIONE PADRE AL PANTHEON Le altre notizie
Multimedia
Multimedia - Il primo volo dellA380 Il primo volo dell'A380
Testate locali
Annunci (Trieste e Friuli Venezia Giulia)
Annunci di lavoro (Trieste e Friuli Venezia Giulia)
Enti e tribunali (Trieste e Friuli Venezia Giulia)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006