L’ATTACCANTE È RIENTRATO A CASA DOPO L’OPERAZIONE
Granoche: «A Trieste guarirò presto»
«Infortunio più grave del previsto, ma sento il calore del gruppo, della società e dei tifosi»
TRIESTE Granoche, innanzitutto la cosa che sta a
cuore a tutti i tifosi: come stai? Adesso sto meglio, ma i due
giorni dopo l’intervento sono stati piuttosto difficili. Non mi
aspettavo che il ginocchio mi facesse tanto male, soprattutto il
viaggio di ritorno è stato piuttosto faticoso. Ma ora sono a casa,
c’è anche mia madre che è venuta a Trieste e durante la giornata
sono venuti a trovarmi tanti compagni di squadra. Ricordi le
sensazioni vissute subito dopo l’infortunio? Veramente all’inizio
non pensavo fosse una cosa così grave: ho sentito subito un crac
quando ho poggiato il ginocchio ed ero consapevole che qualcosa si
era rotto. Ma non immaginavo fosse il legamento crociato, pensavo
al menisco. Invece dopo il responso della risonanza sono rimasto
davvero male.
Eppure avevi anche provato a ritornare in campo: come mai? Perché
anche se faceva male volevo vedere se riuscivo ad andare avanti.
Invece mi sono subito accorto che il ginocchio non aveva tenuta.
Dopo l’operazione hai ritrovato un po’ di serenità? Sì, ora sono
più tranquillo. So che non posso mettermi a piangere, ormai è
passata. Adesso sono qui con le stampelle, ma la testa sta già
pensando in positivo: voglio fare la migliore rieducazione
possibile e sto già pensando alla prossima stagione. Sono convinto
di ritornare con ancora più forza. A proposito di rientro, ti sei
già dato un obiettivo? Io vorrei riprendere a giocare già dalla
prima partita della stagione, ma so che sarà dura. Dico solo che
tutto quello che posso fare per ritornare il prima possibile, io lo
farò. Senza dimenticare che non posso rischiare un rientro
affrettato, accelerare troppo i tempi potrebbe essere dannoso. Pare
che in questi casi conti molto la forza di volontà, vero? Sì, mi
hanno detto tutti che quando si ha voglia, tutto fila più veloce.
Io su quello che voglio non ho dubbi, però dipende anche da come va
il ginocchio. Il programma per la riabilitazione? Resterò a Trieste
fino alla partita di domenica con il Treviso, poi andrò a Bologna
all’Isokinetic.
Poi vedremo come proseguono le cose: se dopo un certo periodo mi
diranno che posso andare in Uruguay a proseguire il lavoro, lo
farò. Io voglio fare le cose per bene: se ci sarà il tempo per una
vacanza va bene, ma la cosa più importante è curarmi. In questi
momenti difficili hai sentito tanto affetto attorno a te? Sì, è una
cosa che mi ha fatto molto piacere: da subito dopo l’infortunio
società e giocatori mi sono stati vicini, voglio ringraziare il
presidente, il direttore sportivo e tutto lo staff. Ma ho avuto un
grandissimo affetto anche da parte dei tifosi e questo mi dà la
voglia di ritornare più velocemente. Dopo questo infortunio non si
parlerà più di mercato: a quanto pare resterai a Trieste, vero?
Guardate, nel calcio non si sa mai, ma per quanto mi riguarda non
posso che ripetere per l’ennesima volta che io non ho mai pensato
al mercato in tutti questi mesi in cui c’erano tante voci in giro,
figuriamoci se ho voglia di pensarci adesso, non ho proprio la
testa. Hai seguito in qualche modo la partita dei tuoi compagni ad
Avellino?
Sì, prima ho sentito le notizie e poi ho visto qualche immagine.
Peccato, era quasi vinta. So che sono anche entrati molti giovani.
La cosa importante è che la Triestina ha ancora una volta
dimostrato di non aver mollato anche se ha raggiunto da tempo la
salvezza. Cosa ti senti di dire ai tifosi triestini? Li ringrazio
tutti: per l’intera stagione li ho sentiti vicini, hanno cantato il
mio nome fin dalla prima partita. Ma non solo dentro lo stadio,
anche fuori la gente di Trieste è stata sempre buona con me. E
questo, oltre che farmi piacere, mi dà ancora più forza per
ritornare. E assicuro tutti che tornerò presto.
Antonello Rodio
(18 maggio 2008)