Processo amianto Monfalcone, 13 condanne per omicidio colposo

Le pene maggiori (oltre 7 anni) agli ex direttori dell’Italcantieri Fanfani e Lippi Esaminati 85 decessi di operai del cantiere navale

    Dopo tre anni di processo scanditi da 94 udienze si è concluso al Tribunale di Gorizia il primo maxi-processo per la morte di 85 operai del cantiere navale di Monfalcone a causa dell’esposizione all’amianto.

    Il giudice unico Matteo Trotta ha inflitto 13 condanne per omicidio colposo e altri reati correlati. Gli imputati erano 35.

    Le condanne più pesanti riguardano gli ex direttori dell’Italcantieri Vittorio Fanfani (7 anni e sette mesi) e Manlio Lippi (sette anni e sei mesi).

    Assolti i responsabili della sicurezza interna al cantiere e i titolari delle ditte che lavoravano in appalto.

    Il giudice ha anche condannato gli imputati al risarcimento dei danni nei confronti di quattro vedove. Le altre avevano già ottenuto in separata sede un indennizzo da parte di Fincantieri.

    Infine, condannati gli imputati al pagamento di quanto richiesto dalle parte civili (Regione, Provincia di Gorizia, Comune di Monfalcone, Associazione esposti amianto, Fiom, Inail, Codacons).

    Al momento della sentenza, la cui lettura si è protratta per oltre trenta minuti, erano presenti in aula molte vedove, gli aderenti all’Aea e diversi amministratori pubblici del Monfalconese.

    Maggiori particolari nell’edizione de Il Piccolo in edicola mercoledì 16 ottobre

    15 ottobre 2013
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