A Lubiana il premier in forte difficoltà dopo le accuse di corruzione. Virant, presidente del Parlamento, esce dalla maggioranza e chiede le dimissioni
Un “de profundis” per il governo Janša. Lo ha recitato la Commissione statale anti-corruzione. Dopo le accuse di corruzione e di abuso d’ufficio formulate dall’organismo indipendente nei confronti del premier (e del sindaco di Lubiana Zoran Jankovic) la coalizione che sorregge l’esecutivo di centrodestra sta dando pesanti segnali di cedimento.
A sferrare l’attacco è il presidente del Parlamento Gregor Virant leader dell’omonima Lista. «Le accuse nei confronti di Janša e Jankovic sono talmente circostanziate - afferma - che l’unica soluzione sono le dimissioni di entrambi». «È impensabile - aggiunge - che a guidare lo Stato o il Comune della capitale sia qualcuno che non sa, non vuole sapere o non è in grado di spiegare agli organi predisposti i movimenti relativi al proprio patrimonio».
Ricordiamo che la Commissione anti-corruzione ha rilevato il “fumus” della corruzione o dell’abuso di potere relativamente all’importo di 210mila euro per Jansa e di 2,4 milioni di euro per Jankovic. Per Virant è stato proprio Janša con il suo comportamento a infrangere i dettami del documento di coalizione laddove si recita testualmente che «il presidente del governo e i ministri daranno, con il loro operare nella legalità e secondo il codice etico, l’esempio a tutto il settore della pubblica amministrazione».
Il resto dell’articolo sul giornale in edicola giovedì 10 gennaio
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