La Croazia offesa “scomunica” Bob Dylan

Il cantautore Usa aveva paragonato, in un’intervista su “Rolling Stone”, i croati ai criminali nazisti

    di Stefano Giantin

    BELGRADO. Saranno state forse parole poco ponderate, trasportate come da un soffio di vento a migliaia di chilometri di distanza. Sono volate rapidamente sopra l’Oceano, dagli Usa alla Croazia, aprendo un “casus belli” che sta facendo discutere. Il “colpevole”, uno dei più grandi cantautori americani, Bob Dylan. La “vittima”, un’intera nazione, la Croazia. La vicenda prende il via con l’uscita nelle edicole, il 27 settembre, dell’edizione Usa del mensile “Rolling Stone”, la bibbia della musica americana. In copertina, un primo piano di Dylan. Una foto che annuncia un’intervista esclusiva, in cui il cantante parla di tutto, a ruota libera. Riferimenti all’ultimo disco, “Tempest”, elucubrazioni sul potere delle note, espressioni di rimpianto per «i più semplici» anni Cinquanta, l’amore fraterno per Bruce Springsteen. E poi, da pagina 48, l’inizio di una tortuosa divagazione storica.

    Dylan parte dalla Guerra civile, «quattro anni di saccheggi e omicidi alla maniera americana», per arrivare al tema della schiavitù, che ancora oggi avrebbe un’influenza pesante sulla società Usa. C’è ancora gente che si odia «per il differente colore della pelle», spiega il cantante. Che sale poi di tono. «I neri – si legge nell’intervista – sanno che alcuni bianchi non avrebbero voluto abbandonare la schiavitù». «Se uno ha del sangue schiavista o del Ku Klux Klan, i neri lo sentono», ha poi assicurato Dylan. Come i neri, anche gli «ebrei percepiscono il sangue nazista», ha aggiunto il cantante. Ma non è solo un fatto circoscritto a neri ed ebrei. Pure «i serbi possono avvertire il sangue croato», ha assicurato Dylan, senza specificare a che cosa esattamente si riferisse, se ai crimini compiuti dal regime ustascia o ad altri fatti.

    Comunque possa venir letto il paragone tra croati, nazisti e Ku Klux Klan, il Paese balcanico non l’ha presa bene. Il famoso cantante croato Miso Kova„ si è chiesto perché Dylan «deve filosofeggiare su fatti che non conosce». «Non sei una leggenda, Elvis Presley lo era», lo ha poi attaccato. Radio Split ha invece replicato all’infelice uscita del cantautore cancellando dalla sua programmazione il singolo “Duquesne Whistle”, come ha annunciato la stampa nazionale. Per ora, da Oltreoceano, Dylan non ha reagito alla protesta registrata in Croazia. Ma di certo, se non arriveranno le scuse, difficile aspettarsi un bis del grande concerto di Bob a Zagabria, due anni fa.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    01 ottobre 2012

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