«Ospedale obsoleto ma la qualità di cura è alta a Cattinara»

Sinagra: servono strutture adeguate e risorse coerenti eppure tra professionalità e passione il sistema è d’eccellenza

    di Gabriella Ziani

    «È vero, a Cattinara servono strutture adeguate e risorse coerenti, l’ospedale ha bisogno di maggiore integrazione fra i servizi, di essere più a misura d’uomo, di contiguità tra pazienti e tecnologie, di spazi per il malato, e per i familiari, e per le tecnologie stesse, e poi strutture per la medicina molecolare, ma anche di poter assicurare la dignità del morire. Però, giudicando le strutture, non si può giudicare la qualità delle cure: professionalità, passione, scienza, ricerca e umanizzazione ci sono lo stesso». Appassionatamente, Gianfranco Sinagra, direttore di Cardiologia, uno dei reparti di punta della sanità triestina, difende la qualità delle due torri: «Se curiamo bene in una struttura obsoleta, questo accresce il merito, e dobbiamo continuare a mantenere standard elevati nell’attesa che l’ospedale si ristrutturi. L’edilizia sanitaria in tutta Italia non è proprio al massimo. E per quanto Cattinara abbia i suoi limiti, grazie ai tanti interventi fatti nel tempo ha un’organizzazione decorosa, è igienicamente curato».

    Sinagra lavora nel Polo cardiologico, inaugurato nel 2003. Dunque, nuovissimo. Ha due letti per stanza, e relativo bagno. «La qualità dei sistemi sanitari - afferma Sinagra citando il fatto che in alcuni reparti l’età media dei pazienti con infarto e scompenso cardiaco è stata nel 2011 di 85 anni - ha come componenti la professionalità, la qualità dell’organizzazione, l’attenzione all’innovazione, l’appropriatezza di ciò che viene fatto, le risorse umane, economiche, logistiche, strutturali di cui si dispone. Molte di queste variabili - prosegue il cardiologo - sono condizionate dall’economia e in momenti di crisi come l’attuale possono costituire elementi di grave criticità. Detto questo - ribadisce - io penso che il “sistema Cattinara” sia di eccellenza in ambito organizzativo, chirurgico e medico: 3500 pazienti da altre province e regioni ogni anno si rivolgono all’area chirurgica e medica di Trieste, e decine di migliaia di pazienti ci manifestano sincero ed elevato grado di soddisfazione».

    A riprova, Sinagra riporta dei dati. «A Cardiologia la degenza media si è ridotta da 9-10 giorni nel 1999 a 6-7, e la mortalità per varie classi di patologia dal 2-10% allo 0,5-3%. Analoghe osservazioni valgono per le Medicine, particolarmente provate dall’assistenza a pazienti di età media 77-80 anni: la degenza è scesa da 15-17 giorni a 13-15 e la mortalità da 15-34% a 11-18%».

    Conclude Sinagra: «Migliorare si può sempre, ambiti di ulteriore recupero di efficienza esistono. Le soluzioni macroeconomiche non dipendono da noi. Ma l’efficiente uso delle risorse, l’appropriatezza di una medicina responsabile, umana, sostenibile, dipendono invece da noi singoli operatori. Comunicare, donare ascolto, speranza e professionalità è fondamentale per un esercizio competente e umano del nostro lavoro».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    14 settembre 2012
    Casa di Vita

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