Trieste, abitanti sotto i 208 mila In un anno meno 742

Cosolini: «Effetto della crisi, i nuovi arrivi non compensano più il saldo negativo tra nati e morti, sempre pesante». Sui dati influiscono 190 iscrizioni in attesa

    di Gabriella Ziani

    Per la prima volta dall’inizio del ’900 Trieste scende sotto i 208 mila abitanti, questo dice la statistica ufficiale del Comune. Solo un cavillo burocratico è in grado di correggere il dato, ma di molto poco. Proprio da luglio è entrata in vigore una nuova norma, che obbliga a registrare immediatamente chi si è cancellato dall’anagrafe per trasferimento, e a differire invece di 45 giorni (per consentire le giuste verifiche dei documenti) l’iscrizione dei nuovi residenti.

    «In “sonno” ci sono attualmente 190 domande di immigrazione arrivate a luglio - certifica il sindaco Cosolini -, e per questo primo mese dalla riforma il consuntivo finale risulta sfalsato, ma è obiettivo che gli abitanti tra luglio 2011 e luglio 2012 sono calati di 742 unità: perché è drasticamente calato il flusso immigratorio, che non riesce più a colmare il pesante saldo negativo che Trieste ha fra nati e morti. Il fenomeno si è manifestato a partire dal 2011, ed è questo il segno della crisi economica, non si viene a cercare lavoro, ma se ne va via anche chi lo ha perso».

    Tra 2011 e 2012 la differenza tra nati e morti ha sottratto 1640 residenti, e quella tra emigrati e immigrati ha portato solo 898 unità. Nel 2009 erano arrivate ben 1855 persone, e annualmente l’ingresso si era attestato su 1700-1800 unità. Poi l’inversione di tendenza. Per il 2012 si prevede in proiezione un saldo nascite-decessi negativo di 1500, e uno positivo di 1000 per arrivi e partenze, dunque una perdita secca di 500 cittadini in 12 mesi.

    Per luglio le cifre ufficiali mostrano intanto 208 persone in ingresso (di cui 68 stranieri) e 299 “cancellati”, portando il saldo provvisorio a un negativo di 91 unità. Quando il computo sarà completato, ci saranno circa 100 immigrati in più, ma intanto a questi si saranno sommati gli andirivieni provvisori di agosto, e dunque ogni “report” sarà parziale, ma veritiero per il momento.

    Di media in ogni mese del 2012 si sono iscritte oltre 340 persone. Togliendo i “fuggiti”, sono rimasti ad accrescere la popolazione triestina 54 persone a gennaio, 118 a febbraio, 39 a marzo, 156 ad aprile, 138 a maggio, 122 a giugno. Non è vero che preponderanti siano gli immigrati stranieri, anzi. Per esempio a gennaio tra i 348 iscritti erano solo 93, negli altri mesi sono più o meno un terzo del totale.

    Ma per una città che in 20 anni ha perso 20 mila persone (228.398 nel dicembre 1992, 208.452 nel dicembre 2011) il flusso più preoccupante e costante è quello demografico interno. I morti sono, mese per mese, il doppio dei nati, e poiché la popolazione con più di 60 e 70 anni è nettamente preponderante rispetto alle classi di età da zero a 14 anni, si direbbe che con le proprie forze la città sarebbe votata all’estinzione, senza più base. E se finisce l’immigrazione, il declino sarà di nuovo inarrestabile.

    Guardando ai dati mensili di quest’anno, la fotografia è immediata. A gennaio 134 nati e 270 deceduti (-136), a febbraio rispettivamente 136 e 355 (-219), a marzo 115 e 356 (-241), ad aprile 112 e 268 (-156), a maggio 139 e 216 (-77), a giugno 125 e 239 (-114), a luglio solo 98 nati e 224 deceduti (-126). Sarà anche un’impressione burocratica, ma quel “207 mila” che non si toccava da più di un secolo dice molto. Se aggiungiamo i virtuali 100 del saldo attivo “immigrati” ancora da scrivere in fondo tocchiamo solo quota 208.109.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    22 agosto 2012

    Lascia un commento

    Casa di Vita

    Barrette di riso soffiato e albicocche secche

    Altri contenuti di Cronaca

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione

    Negozi

    ilmiolibro

    Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana

     PUBBLICITÀ