MILLE VISITATORI ALLA MOSTRA DELL’INCISORE

Il Comune vuole l’atelier di Marangoni

La mostra dedicata dal Comune di Monfalcone a Tranquillo Marangoni nel centenario della nascita è stata visitata da oltre mille persone nei suoi due mesi e mezzo di apertura. L’esposizione, la quarta...

    La mostra dedicata dal Comune di Monfalcone a Tranquillo Marangoni nel centenario della nascita è stata visitata da oltre mille persone nei suoi due mesi e mezzo di apertura. L’esposizione, la quarta nell’arco degli ultimi dieci anni, rappresenta comunque solo una tappa nel percorso di valorizzazione del Fondo Marangoni, acquisito dall’ente locale alcuni anni fa e che l’assessorato spera di poter ampliare ancora. La volontà è quella di acquisire l’atelier di Tranquillo Marangoni dal figlio Aldo, che l’ha reso disponibile per la mostra, rendendo davvero più vicina l’attività artistica del padre, così legata al mondo, anche industriale (quello del cantiere navale), del fare.

    Negli spazi della GcAc in questi mesi ha ripreso vita il banco di lavoro, figlio di falegname che si costruisce da solo le sgorbie, i bulini, perfino il torchio, preparando inoltre le tavolette per l’incisione.

    «Speriamo di poter raggiungere questo obiettivo con l’aiuto della Fondazione Carigo - afferma l’assessore alla Cultura Paola Benes -, che già ha sostenuto la mostra del centenario. L’atelier sarebbe un’ulteriore testimonianza di quella cultura del lavoro e del saper fare che sarà ben rappresentata nel Museo della cantieristica di Panzano».

    L’intenzione dell'amministrazione è inoltre quella di far dialogare fittamente in futuro la GcAc e il Museo della cantieristica. Secondo Massimiliano Marangoni, nipote di Tranquillo e presidente del Centro culturale dedicato all’artista, associazione che pure ha collaborato all’evento espostivito, il successo della mostra è imputabile proprio al suo essere riuscita a fornire uno spaccato non solo dell’artista, ma anche dell'uomo. Lo ha fatto ricostruendo l’atelier, ma anche esponendo i timbri che Marangoni prepara negli anni della Resistenza per le brigate partigiane operanti in Friuli, riproducendo anche quelli utilizzati dai tedeschi, con i quali realizzare i lasciapassare per gli italiani provenienti dal fronte orientale.

    Sorprendenti per la loro acutezza e contemporaneità sono soprattutto risultati i biglietti augurali inviati a fine anno ad amici e conoscenti dal 1949 al 1981: in essi Marangoni non è solo l’incisore, ma anche l’uomo che coglie, valuta e riassume gli eventi più significativi della vita politica, economica e sociale dell’Italia in cui vive. «La mostra ha riscosso anche un buon successo nella vendita dei cataloghi, la metà di quanti disponibili - conclude l’assessore alla Cultura -, e delle pubblicazioni su altre mostre e attività di Marangoni».(la.b.)

    07 agosto 2012
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