A San Lorenzo è giallo sulla laurea dell’ingegnere

Giacomo Medeot sostiene di aver conseguito il documento all’Università di Udine Nell’ateneo non c’è però traccia dell’attestato. Gli inquirenti in attesa del dossier

    di Stefano Bizzi

    SAN LORENZO. Agli investigatori, Giacomo Medeot avrebbe detto d'essere in possesso di una laurea in ingegneria conseguita all'Università di Udine. A ieri, però, negli uffici del Palazzo di Giustizia di Gorizia l'attestato non era stato ancora presentato né da lui, né dal suo legale. E l'esistenza del documento non è emersa neppure dai controlli effettuati dagli inquirenti nella sede dell'ateneo friulano.

    Nonostante si sia avvalso della facoltà di non rispondere, il trentatreenne di San Lorenzo avrebbe, dunque, sostenuto di essere in possesso della laurea in ingegneria anche di fronte al magistrato. In attesa che l'attestato si materializzi, di certo resta il fatto che il nome di Medeot non compare - e non è mai comparso - nell'albo professionale degli ingegneri di Udine, come da lui sostenuto attraverso la produzione di un numero di matricola. Non soltanto: il suo nome non si trova neppure scorrendo gli elenchi delle altre tre province della regione. Gianpaolo Guaran, presidente della categoria professionale friulana, nota: «Forse la laurea l’ha conseguita, ma a mancare è l’abilitazione professionale. Se uno ha le carte a posto, poi s’iscrive. Qualcosa di strano c’è».

    Intanto, i Comuni inizialmente chiamati in causa come “clienti” del sedicente ingegnere, stanno eseguendo le verifiche dei documenti in loro possesso per trovare eventuali progetti da lui realizzati. «Dalla nostra banca dati - osserva il sindaco di Gorizia Ettore Romoli - non risulta che a Medeot sia stato assegnato alcun incarico professionale. Non possiamo però escludere che abbia presentato dei progetti di edilizia privata». «Ci vuole tempo», nota il primo cittadino di Moraro Alberto Pelos che, però, ricorda il padre di Medeot, il geometra Paolo. Prima di morire, aveva progettato l'asilo comunale. «L'aveva progettato alla perfezione - sottolinea Pelos -. In tre mesi aveva realizzato tutto. Era una persona seria, sicuramente laboriosa. Per questo mi sembra strana la storia in cui è coinvolto il figlio Giacomo. Credo, e spero, che sia solo un malinteso».

    Già candidato sindaco a Farra nel 2009, per quattro anni Giacomo Medeot avrebbe esercitato abusivamente la professione d'ingegnere nello studio di via d'Annunzio 6 a San Lorenzo. In seguito alle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Gorizia e coordinate dal Sostituto procuratore della Repubblica Michele Martorelli gli sono stati contestati diversi reati: esercizio abusivo della professione di ingegnere, produzione ed utilizzazione di false attestazioni e certificazioni pubbliche, falsità ideologica, falsa attestazione in atti pubblici e truffa. L'indagato ha annunciato la presentazione di una memoria difensiva.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    19 luglio 2012
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