E al Sincrotrone si teme l’effetto-domino

Il laboratorio partner privilegiato di istituti a rischio. Rizzuto: ricadute dirette o indirette sull’attività

    Il suo nome non compare nella lista degli enti in odore di tagli e in preda alle incertezze. Ma è come se ci fosse, specie se si dà conto delle incertezze che l’attraversano. Il Sincrotrone si profila come una delle più illustri fra le possibili vittime indirette della spending review. Perché? Perché è legato a doppio filo, giusto per cominciare, ai destini di Area Science Park, che potrebbe perdere come detto quasi il 25% di fondi statali pro-ricerca in due anni. E fosse solo quello. Il laboratorio di luce di Basovizza, infatti, è pure partner privilegiato di due colossi nazionali della ricerca pubblica. Uno è proprio l’Infn, l’Istituto nazionale di fisica nucleare, per il quale il decreto ad oggi parla appunto di un taglio di finanziamenti superiore, a sua volta, al 10% in due anni (24 milioni e 300mila euro in meno dal 2013 su una base di oltre 250 milioni, che scenderà già nell’anno in corso di oltre nove milioni). L’altro è il Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche, i cui fondi dovrebbero dimagrire da qui al 2013 del 3,3% (16 milioni su quasi mezzo miliardo, passando per un -6 milioni nel 2012).

    Non sarà un caso, dunque, il fatto che ieri il vicepresidente del Sincrotrone Giovanni Comelli risultasse partito per una missione romana. «Non so dire - il commento in quelle ore di Carlo Rizzuto, il presidente - in che maniera potremmo essere interessati dai tagli. Però non è che noi lavoriamo da soli». «Per ora - prosegue Rizzuto - ci atteniamo alle notizie in base alle quali, ad esempio, si sa che è stata colpita dai tagli Area, da cui dipendiamo. Non si può quindi escludere che tutto ciò non possa eventualmente avere un effetto sulle nostre attività, sulla nostra operatività, direttamente o indirettamente».

    «Ma anche i tagli previsti per quanto riguarda il Cnr e l’Infn - non sottovaluta il presidente di Elettra - potrebbero comportare delle difficoltà, dal nostro punto di vista. Con questi due enti, in effetti, noi collaboriamo fortemente, in particolare per acquisire risorse a livello europeo, risorse che poi vengono tradotte in azioni comuni di supporto, per rendere il contesto di ricerca italiano appetibile in ambito internazionale». «La cosa sorprendente - la chiusa di Rizzuto, che qui passa dalle cose di casa a una considerazione più generale, destinazione Roma - è che tutti ripetono in continuazione come, per rilanciare la crescita economica, si debba supportare con investimenti la ricerca. Ora, mi pare, si sta andando nel senso contrario».(pi.ra.)

    10 luglio 2012
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