Aeroporto privatizzato, Roma pronta a dare l’ok

Il viceministro Ciaccia dovrebbe formalizzare il via libera il 3 luglio a Trieste Dressi: «Puntiamo a due milioni di passeggeri. Non finiremo come Treviso»

    di Furio Baldassi

    TRIESTE. La privatizzazione dell’aeroporto di Ronchi è ormai dietro l’angolo. Il placet di Roma sembra essere già maturato. Esiste anche una data: quella del 3 luglio, giorno in cui il ministro Ciaccia dovrebbe essere a Trieste per formalizzare il via libera da Roma.

    Dopo infiniti tira e molla la Regione, attualmente al 51 per cento nella società di gestione dell’aeroporto, potrà dunque cedere quote a soci privati che al momento hanno già nome e cognome: quello della Save di Venezia, da tempo interessata, visto che Venezia ormai non può reggere certi livelli di traffico e un hub friulgiuliano-veneto potrebbe rendere tutti contenti. Trieste di sicuro, visto che lo stesso presidente Dressi non fa mistero di aspettarsi da quell’operazione un raddoppio di passeggeri, con raggiungimento di quota due milioni.

    Esiste, certo, il passaggio, formale, ma inevitabile, del rinnovo del cda, ma qui si scopre che la Regione, in un certo senso, ha voluto giocare d’anticipo, cautelandosi in previsione dell’arrivo dei nuovi soci. «Non mi sembra un caso - commenta Dressi - che due settimane fa, in occasione del rinnovo del cda dell’aeroporto la giunta Tondo abbia nominato quali rappresentanti due suoi funzionari. Pronti a dimettersi quando subentreranno i nuovi azionisti. Io stesso non potrò più tenere la doppia carica di presidente e amministratore delegato e mi sembra logico che ad diventi uno della Save, così come uno dei nostri siederà nel loro, di consiglio».

    Intanto, racconta sempre Dressi, la società di gestione, in vista del concambio di azioni, ha aumentato in un anno il suo valore, passato da 8 a 13 milioni di euro. Resta da definire, in un’ipotetica, futura redistribuzione delle azioni, quale sarà il ruolo che vorrà riservarsi la Regione. Sarà sempre azionista di maggioranza? Difficile, soprattutto di fronte a un socio che investendo, e pesantemente, non vorrà certo correre il rischio di incorrere in veti politici. Di minoranza? Non meno improbabile, visto l’impegno, anche finanziario, profuso negli ultimi anni nello scalo regionale. «Credo lo sappia solo l’assessore Riccardi», taglia corto Dressi.

    L’ipotesi del polo aeroportuale nordestino, oltre a tutto, è stata definita recentemente come strategica sia dall’Enac che dalla commissione trasporti della Camera. E Ronchi non ha molto tempo. «Spero sinceramente che arrivi, e presto la Save - ammette Dressi - perchè è l’unica che ha certe caratteristiche. Ci sono situazioni da sbloccare, le nostre tariffe sono ferme a 15 anni fa e aspettiamo ancora l’euro a passeggero che ci aveva promesso Tremonti...».

    Su una sola cosa Dressi non transige: il ruolo di Ronchi. «Non vogliamo fare la fine di Treviso, confinato ai low cost, ma, per noi e le nostre aziende, mantenere più voli per Roma, Milano, Monaco e magari implementarli con Parigi e Francoforte».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    28 giugno 2012
    Casa di Vita

    Consigli per tornare in forma dopo Pasqua

    Altri contenuti di Cronaca

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione

    Negozi

    ilmiolibro

    Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana

     PUBBLICITÀ