Infarto in bici, cade e muore nell’Ausa

Vittima Livio Gratton, fratello dell’ex sindaco di Cervignano. Aveva 78 anni. Stava pedalando sulla pista lungo il fiume

    di Elena Placitelli

    CERVIGNANO. Una passeggiata in bicicletta lungo gli argini del fiume s’è trasformata in tragedia per Luca Rodolfo Gratton, settantottenne fratello dell’ex sindaco di Cervignano, Alcide.L’uomo è stato colpito da un infarto ed è finito con tutta la bicicletta nell’Ausa. Nessun testimone oculare ha assistito alla tragedia. Solo intorno alle 14 un ragazzo che passando sul Lung'Ausa all'altezza del Mesol ha visto il corpo dell’anziano galleggiare e ha dato l’allarme ai carabinieri. Luca Rodolfo Gratton era cardiopatico da tempo. Ieri il suo cuore non ha retto. Stava pedalanda sulla sua bicicletta bianca, con il bastone e le ricette per le medicine ancora in mano. L’uomo, ex direttore d’albergo emigrato e sposato in America ora in pensione, era uscito dalla sua abitazione, in via Capoia 11, e aveva inforcato la bicicletta di ritorno dal medico. Probabilmente stava andando a prendere il giornale prima di recarsi alla farmacia Lovisoni. Dalla Capoia aveva deciso di passare lungo gli argini del fiume per evitare il traffico. Questo almeno il tragitto ipotizzato dal fratello Alcide, sindaco di Cervignano dal 1988 al 1990, secondo cui Luca Rodolfo aveva passato la mattina dal medico di base a Terzo, poi aveva lasciato l’auto a casa e si era diretto in bici verso il Mesol. Giunto proprio dietro alla casa di riposo, sull’argine a valle del ponte di ferro, il malore mortale, Sul posto i carabinieri, i vigili del fuoco di Cervignano che hanno recuperato il corpo e le onoranze funebri Pinca, che hanno traslato la salma al cimitero di Muscoli, dove il medico legale ha constatato il decesso imputando a cause naturali. I funerali non sono ancora stati fissati, in attesa del nulla osta da parte della Procura e dell’arrivo dei parenti dall’America.

    Luca Rodolfo era partito dall’Italia a 23 anni e quando è tornato a Cervignano di anni ne aveva 68. Come chef e direttore d'albergo aveva viaggiato in Francia e Inghilterra, ma poi in America aveva messo radici, con la moglie Poncella Woody e la nascita dei due figli, Luca, docente di fisica nucleare all’Università di Los Angeles e Luigi, medico e vicepresidente di Herbalife. È stata la sua malattia a segnargli la vita, separandolo per sempre dalla moglie. «Nel 2000 – racconta l’ex sindaco - , mio fratello era tornato per il recupero di un fabbricato di sua proprietà ad Arta Terme. Lì ha cominciato a soffrire di cuore e gli è diventato impossibile volare per raggiungere la sua famiglia. Con la moglie passava un’ora al telefono ogni domenica, ma a breve avrebbe dovuto operarsi un’altra volta. Era molto buono e molto timido. Amava aiutare gli altri, leggere, parlava una decina di lingue ed era colto anche se aveva solo la licenza media. Non amava restare qui, si sentiva americano a tutti gli effetti. A ucciderlo l’ansia, o la lontananza. Ma siccome temeva di essere accudito nella vecchiaia - chiosa - credo sia morto nel migliore dei modi».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    16 giugno 2012

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