«Iniziative per Maetzke Uomo di cultura e fondatore della Lint»

Stavro, responsabile della casa editrice: pronti a contribuire con i nostri materiali se la città volesse dedicargli una mostra

    di Giovanni Tomasin

    A due mesi dalla discreta scomparsa del professor Riccardo Maetzke, e nel cinquantesimo anniversario della casa editrice da lui fondata, diverse voci si levano per celebrare la memoria di una figura di primo piano nel panorama culturale triestino del secondo dopoguerra. «Ha lasciato un grande vuoto sia nel mondo dell'editoria che in quello umano e patriottico», scrive il professor Italo Gabrielli in una lettera accorata. Anche Giancarlo Stavro, attuale responsabile della Lint Editoriale che Maetzke fondò giusto mezzo secolo fa, auspica che Trieste gli renda omaggio: «Naturalmente, se la città intendesse dedicare alla figura di Maetzke una qualche iniziativa, per esempio una mostra, io e la mia casa editrice collaboreremmo volentieri alla sua realizzazione, in primis attraverso il materiale in nostro possesso». Maetzke è morto lo scorso dicembre alle soglie dei novant'anni. Se n'è andato con discrezione, chiedendo che il suo necrologio fosse pubblicato soltanto il mese successivo. «Ha voluto che si scrivesse "è andato avanti" - ricorda la moglie Maria Rosa -, come si usa fra gli alpini di cui non ha mai smesso di far parte».

    Di famiglia lombarda, Maetzke era nato il 29 gennaio del 1922 a Brescia. L'ingresso nella maggiore età coincise per lui con la Seconda guerra mondiale, cui prese parte nelle file degli alpini. Dopo il conflitto studiò Lingua e letteratura francese all'Università di Venezia. Esercitò la professione d'insegnante a Brescia, Trento e Rovereto prima di approdare a Trieste nel 1958: «In quegli anni bisognava inseguire le cattedre», ricorda la moglie. Qui ottenne rapidamente anche un incarico di docente alla facoltà di Economia e commercio dell'ateneo. Nel 1962 nacque l'idea di fondare la Lint: «Un collega di Riccardo, Derrick Plant, aveva scritto la prima grammatica inglese per italiani realizzata da un madrelingua - spiega la signora Maetzke -. Riccardo era già autore di numerosi testi scolastici e ne comprese le potenzialità: decise di pubblicarla fondando una sua casa editrice». Fu un successo, tanto che la Lint (Libri dei nostri tempi) poté presto ampliare le sue pubblicazioni ad altri settori del sapere.

    Umanista di vecchio stampo, Maetzke sapeva spaziare dalla letteratura alla filosofia e alla storia: «Pubblicò opere di grande qualità fra cui i due volumi de “La Questione di Trieste” di Diego de Castro (1981) e “Descriptio Histriae” (1981) - scrive Gabrielli -. Fu profondo conoscitore della filosofia e della storia delle religioni e di quella contemporanea europea. In particolare si interessò della storia del nostro Confine orientale. Individuò, studiò, approfondì e capì l’ingiustizia e le violenze subite dagli Italiani autoctoni dell’Istria, Fiume e Dalmazia e sofferse con loro». «Oltre che un editore era vero amante dei libri - aggiunge la moglie -, e ne curava la pubblicazione fin nei minimi particolari».

    Un'altra grande passione del professore era la montagna: era un grande camminatore e un abile scalatore. La Val Rosandra era per lui sia una palestra d'allenamento prima di affrontare le pareti dolomitiche, sia un "salotto" in cui coltivare le sue amicizie. Un altro grande amore era quello per la Vespa, con cui ha esplorato tutta l'Istria. «Era un uomo d'altri tempi - conclude la signora Maria Rosa - ma sempre curioso e aperto ad accogliere il buono e il bello della modernità. Ha lasciato un grande vuoto in famiglia e in chi lo ha conosciuto e gli ha voluto bene».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    12 febbraio 2012

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