Bora record a 168 orari, città in ginocchio

Oltre 420 chiamate ai pompieri, tre i feriti. Anziani residenti in case fredde hanno chiesto di dormire a Cattinara

    di Matteo Unterweger

    Strade come campi di battaglia. Decine e decine di coppi distrutti a terra, cassonetti in mezzo alla carreggiata, tetti che volano via e finestre “ferite”, automobili e moto colpite da “proiettili” quali pezzi di camini, di grondaie, rami (e pure da alberi spezzati). Vie chiuse alla circolazione di veicoli e pedoni. Un tir, nella notte fra venerdì e ieri, è stato rovesciato davanti a piazza Unità dalla bora arrivata alla quota record di 168 orari. Proprio come poche ore prima era capitato a un camper. Altre tre persone sono rimaste ferite, fortunatamente in modo non grave, nell’arco della mattinata di ieri dopo essere cadute a terra a causa delle folate, com’era accaduto ad altre dieci il giorno prima. La bora ha messo in ginocchio Trieste anche ieri, in quella che dalle previsioni era stata annunciata come la giornata più difficile di questo - meteorologicamente - logorante inizio di febbraio. Oltre 420 le richieste di intervento giunte ai pompieri, che attorno alle 20 ne avevano in coda ancora 320.

    Al gelo si è sommato nuovamente il vento, che ha picchiato duro soprattutto di notte e nell’arco della mattinata, calando leggermente di intensità lungo il prosieguo della giornata. La raffica da 168 chilometri all’ora, capace di superare i 163 del picco 2011, è stata registrata dalle apparecchiature dell’Osmer attorno alle 2 e, sempre nell’arco della nottata, impressionante è stata la continuità con cui la bora si è attestata sopra i 150 chilometri orari per lunghi tratti, portando la media dell’intera notte a toccare quota 100. Mai così forsennata da vent’anni a questa parte, con l’aggiunta di una presenza assai ingombrante: in otto degli ultimi dieci giorni. Un inedito nell’ultimo mezzo secolo. E pure la temperatura del mare, come riferiamo nel box a parte, è scesa ancora.

    Il Comune, per limitare i rischi, aveva deciso già venerdì di chiudere le scuole di ogni ordine e grado nella giornata di ieri. E dallo stesso Municipio si rinnova «l’appello ai cittadini di limitare gli spostamenti e di restare in casa, soprattutto alle persone anziane, evitando di uscire se non per motivi di stretta necessità». Sempre attivi 24 ore su 24 il numero 040-366111 (opzione 3) del Centro Radio della Polizia locale per le emergenze e l’800544544, numero verde del progetto “Amalia”, a cui possono rivolgersi le persone anziane per farsi consegnare a domicilio farmaci e generi alimentari. Accanto a questi, l’assessore comunale Laura Famulari ricorda i numeri di pronto intervento del Centro per l’anziano: 040-912080 e 9149245.

    Alcuni anziani, intanto, si sono rivolti al 118 per emergenza freddo tra le mura di casa. L’altra notte un uomo di 88 anni ha chiesto semplicemente ospitalità a causa della temperatura troppo bassa nel suo appartamento. Dopo aver dormito a Cattinara, in tarda mattinata ha lasciato l’ospedale ritemprato. Situazione simile per una donna di quasi 90 anni, e per un’altra di 85 che in casa non ha il riscaldamento. All’ospedale ha potuto trovare riparo notturno anche un senzatetto di 78 anni. Di solito, trasportati a Cattinara, dopo una valutazione delle loro condizioni fisiche, vengono accompagnati al Centro per l’anziano o al Gregoretti, in assenza di patologie che richiedano il ricovero. L’Azienda sanitaria, intanto, ha rafforzato la propria rete di servizi sul territorio per l’emergenza: per informazioni su prima accoglienza e possibilità di aiuto, ci si può rivolgere a un operatore reperibile al 327-7698526 da lunedì a venerdì dalle 10 alle 18.

    Dalla Comunità di San Martino al Campo, Suor Gaetana spiega che in questa prima parte di febbraio di notte 4-5 persone vengono sistemate nei posti letto a disposizione nei vari centri d’assistenza di Caritas e Teresiano o avviate alle locande convenzionate. Si tratta per lo più di senzatetto che si aggirano dalle parti della stazione e che i volontari, proprio per le eccezionali condizioni meteo, “intercettano” direttamente sulla strada. Una novantina sono gli homeless che dormono nei vari centri. Una quindicina trova riparo in albergo a spese dell’amministrazione. La Comunità di Sant’Egidio si alterna con San Martino al Campo nei presidi alla stazione ferroviaria. Distribuisce la cena a circa 70 persone, che poi si avviano ai dormitori o vengono accompagnate al caldo dagli stessi volontari. «La rete assistenziale gestita da amministrazione e volontari funziona», conferma Paolo Parisini della Comunità di Sant’Egidio.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    12 febbraio 2012

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