Attività bloccata al Molo Settimo A Monfalcone i tir con i container

Porto di nuovo in ginocchio con la bora che ieri, dopo la tregua di breve durata, è tornata a sferzare la città. Le condizioni meteo proibitive hanno costretto alla chiusura il Molo Settimo, dove le...

    Porto di nuovo in ginocchio con la bora che ieri, dopo la tregua di breve durata, è tornata a sferzare la città. Le condizioni meteo proibitive hanno costretto alla chiusura il Molo Settimo, dove le operazioni da giorni - come detto - erano già praticamente ferme. Così Monfalcone ha attivato il proprio terminal intermodale ferroviario nel retroporto, trasformandolo in un interporto divenuto soluzione di emergenza di Trieste Marine Terminal. Da ieri i tir con i container che giungono dall’autostrada (il casello è distante solo 500 metri) possono fermarsi appunto a Monfalcone e scaricare e lavorare nel retroporto, dove l’attività non si blocca. Una lettera del gruppo guidato da Pierluigi Maneschi - gruppo al quale fanno capo tanto la Compagnia portuale di Monfalcone quanto Trieste marine terminal - è partita dal Molo Settimo indirizzata a tutti i clienti per segnalare l’opportunità. «Tutti gli operatori e gli autotrasportatori possono venire a Monfalcone - spiega Riccardo Scaramelli, amministratore delegato della Compagnia portuale di Monfalcone - eviteranno i disagi legati alla chiusa del Molo Settimo». I container potranno in seguito essere portati a Trieste anche via mare con le vai feeder.

    «Nessuna concorrenza al Molo Settimo - dice ancora Scaramelli - semplicemente, viste le condizioni meteo e la chiusura di Trieste, veniamo in soccorso del terminal container come una ruota di scorta. Ma soprattutto mettiamo a frutto l’investimento fatto a Monfalcone e mettiamo a disposizione l’area a clienti e autotrasportatori».

    La bora, come si diceva, da giorni mette in seria difficoltà l’attività portuale a Trieste: nella zona Grandi Molini, al Molo VI, si è lavorato sui danni causati giorni fa dalla caduta del braccio di una gru su una nave da dove si stava scaricando il grano. Quanto a Trieste marine terminal, solo pochi giorni fa il presidente Fabrizio Zerbini ha parlato di «situazione molto grave», prevedendo un danno economico molto rilevante, anche se ovviamente ancora non quantificabile fino a quando l’emergenza meteo non sarà cessata e non sarà possibile tirare le somme di quanto accaduto in questo periodo lunghissimo. Per il maltempo e la bora già nei giorni scorsi erano rimasti bloccati anche i porti di Capodistria, Fiume, Venezia, Ravenna e Ancona.

    11 febbraio 2012

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