Nella pagina Internet aggiornate solo le comunicazioni in friulano Mancano giornalisti che siano in grado di scrivere nelle due lingue minoritarie
TRIESTE
Sito istituzionale della Regione Friuli Giulia, comunicazioni dalla giunta, link a “gnovis” (notizie, in friulano): un comunicato datato 2 febbraio, un altro 1 febbraio, un altro ancora 31 gennaio, e così via a ritroso, rigorosamente in marilenghe e discretamente aggiornato. Invece, alle voci “novice” e “nachrichten”, sloveno e tedesco, nemmeno una virgola. Pagina bianca. Non una novità dell’ultima ora i “buchi” nel sito regionale sul fronte delle lingue minoritarie. Se il friulano resiste eccome, lo sloveno e il tedesco sono totalmente assenti. La pagina web della Regione, lo ricordava il Primorski due giorni fa, è da più di un anno senza notizie in due lingue riconosciute e tutelate. Materia tra l’altro, quella del plurilinguismo, ampiamente cavalcata dalla politica. Dimenticanza? Privilegi friulanisti? Antipatie per la comunità slovena? Niente di tutto questo. Più semplicemente mancano i professionisti in grado di scrivere correttamente anche nelle lingue della minoranza, friulano escluso. La scomparsa dalla rete dello sloveno risale al mancato rinnovo, un anno fa appunto, del contratto di un giornalista che si occupava pure del tedesco. Niente conferma nemmeno per due giornaliste, al lavoro per l’ufficio stampa del Consiglio regionale, pure loro a conoscenza dello sloveno. Sul caso dei tre contrattisti non richiamati si è attivato a inizio 2011 con una Iri Igor Gabrovec, quindi, con due interrogazioni, una a maggio e una novembre, Igor Kocijancic, e ancora, con un’altra Iri, Alessandro Tesini. L’ex presidente del Consiglio regionale chiedeva lumi sul bando di concorso necessario a perfezionare l’inquadramento di professionisti in grado di scrivere nelle lingue minoritarie della regione. Una procedura che, ricorda Kocijancic, «Andrea Garlatti aveva annunciato già a fine marzo di un anno fa. L’assessore dichiarò infatti in aula che gli uffici stavano predisponendo i bandi per l’indizione di due concorsi, bandi che sarebbero stati pubblicati “a breve”, non escludendo, peraltro, in caso di estrema urgenza, la possibilità di ricorrere alla somministrazione di lavoro a tempo determinato». E invece, un anno dopo, il black-out della comunicazione in sloveno e tedesco non è risolto. Il motivo? Garlatti spiega con poche parole: «Io ho dato direttive formali agli uffici». Nulla di più. Intanto il senatore leghista Mario Pittoni, membro della commissione Vigilanza Rai, chiede al governo di individuare un finanziamento al fine di ripristinare la programmazione radiofonica in friulano (la convenzione con la Regione è scaduta il 31 dicembre 2010), anche in relazione alle previsioni del contratto di servizio, e l’attribuzione alla Rai dell’incarico di definire il riequilibrio della programmazione per le minoranze.
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