In visita alla Geriatria trasferita al Maggiore per gelo, il governatore loda gli operatori ma evita di parlare della riqualificazione delle torri. Cobello: tutto dipende dal governo Monti
Trasferire 26 malati di età media 90 anni perché l’ospedale di Cattinara ha ceduto agli spifferi e si è rivelato freddo e malsicuro, e in mezzo alla peggior bora portarli sani e salvi al Maggiore, nei caldi e restauratissimi spazi prima occupati da Ematologia, è stata un’impresa colossale, complessa, rischiosa, e comunque andata benissimo. Messi da canto i problemi strutturali delle due torri, ieri si è festeggiato il trasloco, il comfort che inaspettatamente è arrivato grazie alla più nera emergenza.
Accolto da tutti i direttori, da primari, medici, infermieri, e anche dall’orgogliosa cooperativa Arianna, il presidente della Regione e assessore alla Salute, Renzo Tondo, è andato al Maggiore per vedere, e per ringraziare ed elogiare tutti, con una citazione particolare di «cooperative e volontari senza i quali non potrebbe essere garantito il livello dei servizi sanitari in Friuli Venezia Giulia». Scansando ogni tema fra quelli che a Trieste creano aspettative e tensione: la mancata ristrutturazione delle due torri, il dichiarato sottofinanziamento, i reparti sovraffollati.
«Faremo il possibile» ha detto Tondo. Accompagnato dall’assessore alle Finanze Sandra Savino, ha piuttosto ricordato la propria visita al premier Monti: «Gli ho spiegato la nostra ottima Sanità, che fa attrazione da altre regioni pur essendo noi nell’estremo angolo a Est, non al centro dell’Italia, il fatto che pur prosciugandosi negli anni le risorse non abbiamo calato né il finanziamento né i servizi». Un accenno alla prossima riforma istituzionale «che dovrà rendere la Sanità omogenea su tutto il territorio, evitando le duplicazioni, con un intervento anche sul numero dei punti nascita». Problema di lunga gittata non solo i soldi che diminuiscono ma le prospettive di una società «sempre più anziana con problemi fisici, ma anche e soprattutto di deficit intellettivo».
Dall’incontro, dalla visita al nuovo reparto e a quello vero e proprio di Ematologia, sono usciti però una richiesta nuova e una proposta che proprio oggi il direttore generale Francesco Cobello discuterà con lo stesso Tondo. Creare attorno a questa “nuova” Geriatria un reparto con 10 posti letto per “post acuti”: «Potrebbe sanare - secondo Cobello - molte altre situazioni, anche quelle delle Medicine sovraffollate e delle Chirurgie di Cattinara».
Il direttore di Geriatria, Gabriele Toigo, ha rivelato di aver «resistito fin dove possibile alla richiesta di traslocare i malati che veniva dai vertici», il rischio era grande. Alla fine poiché tutto è andato liscio, l’evento ha suscitato qualche intelligente ironia: «Ha ragione il premier Monti - ha detto Toigo a Tondo -, non esiste più il posto fisso. Spostando 26 anziani di 90 anni abbiamo traslocato 2000 anni di storia».
Il dg Cobello, col direttore sanitario Giampaolo Canciani, quello amministrativo Marino Nicolai, quello tecnico Elena Clio Pavan, quello di presidio Lucia Pelusi, con dirigenti infermieristici di Azienda e di reparto, ha tessuto lode a «stupendi operatori, che hanno dimostrato grande umanità verso i cittadini». «Sapevo - ha detto Tondo - delle difficoltà logistiche e atmosferiche e del fatto che si stavano facendo i salti mortali». Ma nessun accenno è stato fatto all’eternamente sospeso progetto di riqualificazione che Trieste attende da oltre 10 anni. Secondo Cobello, «tutto dipende dal governo Monti, se sblocca i fondi nazionali dell’edilizia sanitaria possiamo partire col progetto della palazzina accanto alle torri, a quel punto anche la somma necessaria ci sarebbe».
«Ha fatto ottima cosa il presidente Tondo andando a ringraziare gli operatori sanitari - commenta Sergio Lupieri, vicepresidente Pd della commissione regionale Sanità, andato di persona a misurare la temperatura nelle stanze dell’ospedale -, mi sarei però aspettato una visita a Cattinara per rendersi conto della situazione. Mi auguro avvenga quanto prima».
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