La partita degli investimenti, dopo la visita del Pcc, entra nel vivo con l’imminente ingresso nella Ue
FIUME
Starà anche attraversando un momento non felice, con risultati inferiori alle attese, ma l’emporio portuale di Fiume resta una destinazione potenzialmente molto interessante per gli imprenditori stranieri. Dopo che il terminal contenitori in Brajdica (Fiume) è stato dato in concessione a un’impresa americana con sede a Manila, in riva al Quarnero si parla con insistenza delle attenzioni che arrivano dalla Cina e che dovrebbero tramutarsi in realtà non appena la Croazia entrerà a far parte dell’Unione europea, cancellando i confini che la separano dai Paesi mitteleuropei.
La fatidica data d’ingresso dovrebbe essere il primo luglio 2013 e da quel momento la merce arrivata nel capoluogo quarnerino sarà smistata in modo molto più veloce in Ungheria, Cechia, Slovacchia, Polonia e anche in Baviera, non avendo più gli impedimenti di natura doganale ai valichi. Automaticamente vi sarà un maggior interesse nei confronti di questo corridoio, interesse che era già stato palesato nel corso della visita a Fiume di circa un anno e mezzo fa da parte di una rappresentanza del Comitato centrale del Partito comunista della Cina, capeggiata da Wang Jiarui, responsabile del Dipartimento per i rapporti internazionali.
Jiarui aveva avuto parole di vivo apprezzamento per gli investimenti relativi all’allargamento dello scalo contenitori in Brajdica, alla costruzione del nuovo terminal in Riva Zagabria, al progetto Waterfront fiumano e all’apprestamento della ferrovia pianeggiante Fiume – Zagabria – Botovo, al confine con l’ Ungheria. Inoltre all’importante ospite era stato spiegato che il volume di scambi sino – croati sarebbe potuto aumentare con la Croazia quale Stato comunitario.
Da parte sua l’esponente del Pcc aveva affermato che Fiume dovrebbe essere non solo il più grande porto della Croazia, ma anche rappresentare lo sbocco, la via più corta delle merci asiatiche che arrivano in Europa. Ne consegue che i potenziali investitori cinesi (e la cosa è stata confermata ufficiosamente negli abienti portuali fiumani) attendono l’adesione di Zagabria all’Europa comunitaria per poter lanciarsi a Fiume in cerca di affari.
Alla delegazione cinese, non va dimenticato, erano stati fatti presenti anche i vantaggi concernenti il terminal di Luka Rijeka (l’azienda portuale fiumana) a Skrljevo, sobborgo a Est della città e con una superficie operativa di circa 417 mila metri quadrati, ideale per creare numerose zone in regime di franchigia doganale.
Un particolare importante è rappresentato inoltre dal fatto che grazie alle merci cinesi, la movimentazione container in Brajdica è passata dai 9 mila teu nel 1999 ai 174 mila teu nel 2008. Per poter comunque dare un senso concreto ai piani di grandeur del porto quarnerino si dovrà attendere la costruzione della ferrovia di pianura verso l’Ungheria, ma per vederela realizzata ci vorranno pèarecchi anni, forse anche dieci.
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