Gorizia, raddoppiati i consumi di metano per riscaldamento 

Venerdì erogati 320.715 metri cubi di gas metano contro i 170.859 del primo gennaio. Ma le bollette non saranno più salate

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    di Francesco Fain

     

    È stata la notte più fredda di quest’inverno. Nella zona del Rafut il termometro è sceso a “-7,8” gradi fra domenica e lunedì. Robe da battere i denti soltanto a pensarci. Ed è stata l’ennesima giornata di gelo siberiano che sta sottoponendo gli impianti di riscaldamento delle case private ma anche degli edifici pubblici ad un autentico superlavoro. E i consumi volano. Letteralmente.

    A confermarlo i dati messi gentilmente a disposizione da Rosario Lo Cascio, direttore del settore energia di “Est più”. Il picco dei consumi di gas metano si è registrato venerdì scorso con 320mila 715 metri cubi erogati nello spazio di ventiquattr’ore. Essendo un dato assoluto può dire poco se non nulla ma basta confrontarlo con il consumo registratosi il primo gennaio scorso (170.859 metri cubi) per comprendere che il ricorso agli impianti di riscaldamento è quasi... raddoppiato in poco più di un mese. Domenica scorsa, giornata festiva e con gli uffici pubblici chiusi, i consumi si sono attestati sui 281.113 cubi: un numero, comunque, sostenuto e che conferma come queste siano giornate decisamente siberiane.

    Ma “Est più” ha fatto di più e ci ha fornito anche i dati di 4 dei suoi 7 impianti che sono dislocati a Gorizia, Monfalcone, Farra, Gradisca, Fogliano, Doberdò e Villesse e, per confronto, anche il consumo di Trieste gentilmente fornito ad Est più dai colleghi di Acegas-Aps. Il trend, grossomodo, è lo stesso dappertutto. A Monfalcone si è passati dai 237.346 metri cubi erogati il primo gennaio scorso ai 473.414 del 3 febbraio scorso, per finire con i 428.653 di domenica scorsa. Si potrebbe continuare con l’impianto che serve Gradisca d’Isonzo e Cormons: anche in questo caso il picco si è registrato venerdì con 186.969 metri cubi contro i 91.108 che si raggiunsero il primo giorno dell’anno. Potere del freddo polare.

    Salassi in vista, dunque, per i goriziani? Bollette che diventeranno pesantissime? Pare proprio che non sarà così. E vediamo il perché. Considerando che il consumo medio annuo di una famiglia si aggira sui 1.500 metri cubi all’anno, un balzo dei consumi del 50% per pochi giorni incide, comunque, modestamente su consumi e bollette. «Anche perché entra in gioco la compensazione - spiega Lo Cascio -. I mesi di ottobre e novembre sono stati insolitamente “caldi”: insomma non si sono raggiunte temperature rigidissime e il ricorso agli impianti di riscaldamento è stato normale, considerando il periodo. Pertanto, se oggi si registra un picco, non si ripercuoterà sul consumo medio annuo».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    07 febbraio 2012

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