Il Palazzo si concede una vacanza extra

In Consiglio questa settimana lavori di commissione per un giorno e mezzo. Il presidente Franz: si evitano sovrapposizioni

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    di Gianpaolo Sarti

    TRIESTE

    Che sia per la bora? Chissà. O per il Carnevale? Troppo presto. Qualche santo da festeggiare? Nemmeno, da quanto risulta il Consiglio regionale non si è mai fermato per San Teodoro o San’Eulalia. Eppure questa settimana il Parlamentino chiude per ferie, o quasi. L’agenda di Palazzo è un lungo elenco di righe vuote: gli unici spazi occupati si scorgono domani e giovedì per due Commissioni. Dunque, da oggi 6 febbraio a sabato 11, in piazza Oberdan si lavora per un totale di due giorni. Anzi, uno e mezzo visto che giovedì il Comitato si è dato appuntamento di pomeriggio. Domani la Seconda commissione, presieduta dal leghista Federico Razzini, si ritrova per una delibera che fa seguito al sopralluogo di una delegazione di consiglieri alla fiera del turismo, la Bit di Milano. Nella stessa giornata è prevista un’audizione sulla crisi, un parere su un regolamento e un altro su una proposta di legge per valorizzare Cividale. Il Palazzo riparte giovedì alle 14 e 30: il Comitato ristretto della Sesta commissione, guidata da Piero Camber (Pdl), si pronuncia sulle leggi in materia di terzo settore. Questo è tutto. Facendo un paio di conti ecco cosa ne esce. In Commissione sono invitati a partecipare 22 consiglieri, ma non per tutti è obbligatoria la presenza. Il Comitato ristretto di giovedì, invece, è formato da non più di 10 componenti. Il totale fa 32. Ma i consiglieri regionali sono 59: quindi, nella migliore delle ipotesi, lavora una media di 1 su 2. Per un giorno e mezzo. L’obiezione bipartisan è che l’attività politica non è quantificabile in base alla presenza in Consiglio. Non si ferma mai: continua sul territorio e nel lavoro che sta dietro a leggi, mozioni, interrogazioni e altro. «È vero», sottolinea Alessandro Corazza, capogruppo dell’Idv. Partito che in più di un’occasione non ha mancato di portare a galla qualche anomalia nel sistema. Come stavolta: «Solo due commissioni – denuncia il dipietrista – è pigrizia. Oppure c’è la volontà di rallentare leggi scomode». Il presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz (Lega Nord) smorza i toni: «Niente di strano, ci sono tre settimane di tempo per arrivare all’aula. Credo che i presidenti di Commissione abbiano programmato così per dare la possibilità di partecipare anche ai gruppi minori. Perché talvolta capita che le commissioni si sovrappongano». Piazza Oberdan procede con il freno a mano tirato, come del resto nel periodo natalizio: le vacanze sono durate un mese. Il Palazzo aveva chiuso i battenti la sera del 20 dicembre dopo l’approvazione della Finanziaria e degli emendamenti salva indennità e vitalizi. Poi il nulla fino al 10 gennaio, dopo tre settimane di ferie, quando Razzini (ancora lui) decide di dare inizio al nuovo anno con un Ufficio di presidenza. Il giorno successivo un altro Ufficio di presidenza si dà appuntamento per stabilire la percentuale da adottare nel calcolo dei vitalizi. Per mettere in moto davvero la macchina delle Commissioni il Consiglio impiegherà altri 7 giorni. Mentre l’unica seduta dell’aula per questo 2012 risale a martedì, mercoledì e giovedì della scorsa settimana. Tre giorni in cui, oltre a interrogazioni, petizioni e ordini del giorno, l’aula vota due leggi appena: una sull’accesso al credito per le imprese (peraltro già cominciata a novembre) e una sulle emissioni di benzopirene. Quella sui giovani si ferma al 2° articolo ed è rimandata a fine mese per consentire al consigliere del Pdl Massimo Blasoni, uno dei relatori di maggioranza, di essere presente al voto. Ora si ritorna in letargo. Un letargo pagato: lo stipendio di ogni singolo consigliere supera i 10 mila euro lordi. Per svolgere la sua attività politica in piazza Oberdan, inoltre, l’eletto riceve un ulteriore assegno mensile forfettario per il vitto e per muoversi in automobile, calcolati su 21 giorni effettivi. Sono 35 euro al giorno per pranzare e, a seconda della residenza, dai 500 euro agli oltre 3 mila euro al mese per l’utilizzo dell’auto. Anche se usa treno, gambe, bicicletta o pedalò. Anche se sta a casa.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    06 febbraio 2012

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