Sesto giorno di gelo e bora. Anziana muore congelata davanti a casa

La bora torna sopra i cento chilometri orari. Riaperte le scuole. A Valmaura la donna, 91 anni, è caduta mentre andava a messa. È rimasta a terra per circa 30’ con meno 7 gradi

    ORE 19.40: le scuole rimarranno aperte a Trieste anche domani: lo ha deciso il sindaco Cosolini. "Non possiamo chiudere tutto - dice - solo perché d'inverno fa freddo e soffia la bora".

    ORE 18.20: la bora rinforza, poco fa registrate nuovamente raffiche vicine ai 130 chilometri orari.

    ORE 16.55: da record anche la temperatura dell'Adriatico. Il mare è arrivato a 6 gradi: da mezzo secolo in qua non è mai stato così freddo.

    ORE 15.20: forti disagi nella sede principale dell'Università di Trieste, in piazzale Europa. Il freddo intenso penetra nell'edificio e ne abbassa la temperatura al di sotto delle soglie minime stabilite per il normale funzionamento. Molti gli uffici chiusi, inagibili alcune aule, problemi nelle biblioteche. Numerosi gli studenti che non hanno potuto far altro che tornarsene a casa.

    ORE 15: secondo gli esperti del sito 3BMeteo, l'ondata di freddo che sta investendo l'Italia è la più intensa degli ultimi 70 anni.

    ORE 13: disagi alle Poste centrali di piazza Vittorio Veneto: lo scoppio di una tubatura d'acqua ha obbligato i responsabili della sede a tenere chiusi gli sportelli per due ore. Servizio ripreso regolarmente poco dopo le 10.

    0RE 11.20: Trieste semi-isolata. All'aeroporto di Ronchi è stato cancellato il volo mattutino per Roma; a in stazione ferroviaria è saltata la partenda del treno per Roma. Colpa del freddo...?

    ORE 11: in città inizia a farsi sentile l'emergenza rifiuti. Da una settimana l'AcegasAps non effettual la raccolta, un po' per il gelo un po' perché, se svuotati, i cassonetti si ribaltano più facilmente con un colpo di bora. Ma adesso ormai l'immondizia deborda e i sacchetti pieni volano in giro per le strade cittadine trasportati dal vento.

    ORE 10.50: in ginocchio la pesca. Da una settimana i pescherecci dell'intero Nord Adriatico non escono in mare. Nelle pescherie e nei ristoranti triestini non si trova più un pesce autoctono, a meno che non sia uscito dal congelatore. Prezzi alle stelle.

    ORE 10.30: su Trieste ora splende un gelido sole. Le raffiche di bora tornano sopra i cento chilometri orari, temperatura in centro attualmente intorno ai -5 gradi.

    LA SITUAZIONE METEO. Sesto giorno consecutivo di bora a cento chilometri orari, sesto giorno di temperature polari. Trieste iinizia la settimana molto provata dal maltempo, ma deve farsene una ragione: nei prossimi giorni la situazione non migliorerà, anzi. Oggi il cielo è annuvolato, il vento forte. A differenza di ieri, quando un bel sole aveva se non altro rischiarato le idee e illuminato i colori, la mattina si presenta abbastanza plumbea.

    SCUOLE APERTE. Le scuole sono aperte, dunque il traffico in queste ore è sostenuto, anche se non si presentano ingorghi o particolare difficoltà di circolazione. Qualche disagio nella zona Est della città: l'asfalto della galleria tra piazza Foraggi e Chiarbola risultava parzialmente ghiacciato, ma "stiamo già provvedendo alla salatura" informano i vigili urbani. Qua e là spuntano lastre gelate, soprattutto dove le tubature, dopo essere state lesionate dal ghiaccio, hanno riversato all'esterno l'acqua che a sua volta si è rapidamente gelata. La temperatura: nella notte si sono toccati in centro i -6 gradi, sull'altipiano i -8. Durante la giornata non andrà in ogni caso molto meglio.

    LA PRIMA VITTIMA DEL GELO. Uccisa dal freddo siberiano. Una donna di 91 anni è stata trovata morta congelata davanti alla porta di casa. È successo ieri di prima mattina in via Racheli 20, nel rione di Giarizzole. La vittima si chiama Maria Di Valentin e come da anni ha fatto tutte le mattine anche ieri stava andando ad assistere alla prima messa nella chiesa di Valmaura.

    È uscita di casa attorno alle 7 quando la temperatura era di meno sette gradi ma il freddo era accentuato dalla bora che in quella strada soffia particolarmente intensa. È caduta - probabilmente - colpita da un malore o forse potrebbe essere scivolata sul selciato. Certo è che è stramazzata a terra. Ma poi una volta riversa nel cortile, davanti al portone, non ce l’ha fatta a risollevarsi. Troppo freddo. La donna è rimasta immobile. In pochi minuti il suo cuore si è fermato ed è morta.

    Lo stesso medico del 118 giunto dopo poco, non ha avuto dubbi sulle cause. Il corpo di Maria Di Valentin era rigido per il freddo e le mani cianotiche. «Impossibile aprirle le palpebre che erano diventate rigide come fossero state di ghiaccio», ha detto.

    A trovare il corpo dell’anziana è stato un vicino di casa, Antonio Sorgo. Abita al numero 21 di via Racheli. Attorno alle 7.30 casualmente ha guardato dalla finestra del salotto verso la strada e davanti alla porta della casa davanti ha visto una sorta di fagotto scuro. Ma non si è subito reso conto che quel fagotto copriva il corpo di Maria Di Valentin. Dopo pochi minuti è sceso in strada ed è andato a vedere cosa fosse. Una volta giunto vicino ha capito che quello era il corpo senza vita della vicina di casa.

    Sorgo è corso in casa e ha preso alcune coperte che ha steso sul corpo della donna. Ha subito telefonato al 118. Dopo pochi minuti sono giunte l’ambulanza e l’auto medica. Ma i sanitari, come detto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Non c’è stato nulla da fare. Morta congelata. Per terra, a un metro dal corpo, c’era una scarpa uscita dal piede probabilmente a causa della caduta. Poco più in là c’era la borsetta. Il medico ha esaminato il cadavere e ha trovato i segni di alcune escoriazioni alle ginocchia, causate appunto dalla caduta. La porta di casa - come poi hanno accertato gli agenti della squadra volante - era già stata chiusa.

    Ogni mattina e con qualunque tempo Maria Di Valentin si recava a messa alla chiesa di Valmaura che si trova a una certa distanza. Faceva tutta la strada a piedi. Il suo era un appuntamento fisso al quale la donna, fervente fedele, non ha mai rinunciato con qualunque tempo.

    Per questo motivo ieri - nonostante la temperatura polare e la Bora che soffiava a 70 chilometri all’ora, rendendo ancora più intensa la sensazione di freddo - Maria Di Valentin è uscita di casa. Nessuno dei vicini a quell’ora l’ha vista. Solo dopo mezz’ora - quando ormai purtroppo non c’era più nulla da fare - il dirimpettaio ha notato un fagotto scuro. È sceso e ha visto il povero corpo senza vita. Uccisa dal freddo siberiano.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    06 febbraio 2012

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