«Affitti Ater rincarati prima del tempo»

Rosolen: la Regione non ha tagliato i fondi e sta trattando con Roma: l’aumento potrebbe essere nullo

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    di Ferdinando Viola

    Sarà “quasi inesistente” il rincaro dell’affitto per buona parte degli alloggi Ater, come ha detto il presidente dell’Azienda Rocco Lobianco, ma l’aumento medio del canone del 5 per cento (qualcosa in più per le fasce B e C) deciso dal Cda dell’Azienda potrebbe essere nullo, o almeno rivedibile. La Regione infatti sta trattando con il Governo possibili “sconti” sull’Imu. Ma intanto gli oltre 10mila beneficiari degli alloggi stanno ricevendo i bollettini con i nuovi importi.

    L’Ater aveva giustificato gli aumenti con l’introduzione dell’Imu (ex Ici) e con il mancato arrivo dalla Regione di risorse per il fondo sociale a sostegno degli affitti.

    La nuova imposta è stata decisa dal Governo Monti e, oltre ai privati, deve essere pagata anche dai gestori di edilizia pubblica. La cifra che l’Ater di Trieste ha calcolato di dover tirare fuori si aggira attorno ai 3 milioni di euro. La Regione però non ha tagliato i fondi. Anzi - sottolinea Alessia Rosolen, consigliere regionale di un’Altra Trieste - l’intero ammontare delle risorse regionali per l’Ater verrà destinato agli affitti, con un un aumento delle risorse rispetto all’anno precedente».

    Comunque il rincaro del canone deciso dall’Azienda potrebbe essere nullo. Con i locatari che hanno già cominciato a pagare. Come afferma la stessa Rosolen, la Regione sta trattando con il Governo proprio sulle agevolazioni per l’edilizia popolare e il pagamento dell’Imu da parte delle Ater. In pratica il presidente Tondo e l’assessore Riccardi chiedono a Roma, come i colleghi delle altre regioni, di avere ulteriori risorse da destinare all’edilizia popolare e uno sconto dell’imposta sugli immobili. E nelle prossime settimane dovrebbero arrivare da Roma risposte positive.

    Intanto il servizio di pulizia nel complesso di Rozzol Melara continua a suscitare polemiche. É saltata per il maltempo l’assemblea pubblica promossa dalla Spi Cgil in programma mercoledì pomeriggio ed é stata rinviata alla prossima settimana. I residenti degli alloggi avevano raccolto centinaia di firme per segnalare il disservizio. L’appalto di polizia era stato vinto dalla Sedeco con un offerta al ribasso del 31,90 per cento, di pochi punti cioè sotto la soglia dell’offerta anomala. Questo aveva comportato, da parte della ditta, tagli sulle ore di lavoro e sui servizi.

    Il disservizio è stato ammesso dallo stesso assessore Riccardi che, in risposta a un’interrogazione della Rosolen ha ammesso che nel mese di gennaio le pulizie nel complesso di Rozzol Melara sono state svolte al di sotto di quanto richiesto e previsto dal contratto di appalto del servizio.

    «L’auspicio – sottolinea la Rosolen – è che l’assessore mantenga l’impegno a sollecitare l’Ater affinché vigili perché i servizi di pulizia vengano sempre svolti garantendo livelli qualitativi che tutelino la salute dei cittadini e degli operatori. Anche perché alla luce delle ultime dichiarazioni del presidente dell’Ater di Trieste sugli aumenti degli affitti e sui tagli alle manutenzioni nel 2012, tutto ciò sembrerebbe far parte di una situazione in cui a farne le spese saranno i cittadini e la qualità dei servizi che devono essere garantite».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    04 febbraio 2012

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