A Daila partono i lavori Via gli alberi, arriva il golf

La querelle giudiziaria sul monastero non si è risolta ma c’è chi passa all’azione La “Makro 5” costruirà un campo da 18 buche sui 76 ettari del Bosco dei Frati

    POLA

    Via gli alberi, arriva il campo da golf. Mentre a livello giudiziario non ci sono novità sulla tormentata vicenda della tenuta di Daila, sul fronte operativo c’è chi ha deciso di passare all’azione. La società Makro 5 di Buie nei giorni scorsi ha iniziato a preparare il terreno per il progetto Biska Golf Istra. Il tracciato si svilupperà sui 76 ettari nel Bosco dei Frati, vicino a Carigador. Si tratta di un progetto del non indifferente valore di 115 milioni di euro. La Makro 5 (che fa riferimento all’imprenditore Zvonko Anderluh) ha acquistato l’immobile nel 2006 dalla Diocesi di Parenzo–Pola che in totale ha venduto circa un terzo dei 580 ettari della tenuta di Daila. «Abbiamo acquistato un terreno legalmente pulito e senza alcun gravame - spiega Anderluh - e neanche sei mesi dopo, sulla relativa parcella catastale, era stata iscritta un’annotazione in seguito alla richiesta dei monaci italiani». Annotazione venuta alla luce nel 2010 quando è scoppiata la vicenda. Anderluh spera comunque che il governo del premier Zoran Milanovic affronti la questione in tempi brevi e che si arrivi alla soluzione del contenzioso entro sei mesi. «Già da due anni abbiamo in mano tutti i permessi e le licenze per passare alla fase operativa del progetto - sottolinea Anderluh - e a causa di quanto successo ora dobbiamo richiedere un prolungamento di altri due anni».

    Il progetto Biska Golf Istra prevede la costruzione di un campo da golf a 18 buche con numerosi impianti collaterali tra cui 80 ville e un albergo. Alla realizzazione del progetto è direttamente interessato il Comune di Verteneglio. L’amministrazione fa affidamento sulle entrate di bilancio annue di 660mila euro a titolo di contributi comunali. Ovviamente anche il sindaco Doriano Labinjan preme per lo sblocco dall’impasse anche perché l’attuale situazione non rappresenta sicuramente uno stimolo per altri investitori. Al tribunale di Buie, sono depositate alcune richieste di intavolazione e denunce in merito alla vicenda legata alla Tenuta Daila, il cui “peso” in termini commerciali si aggira sui 100 milioni di euro. C’è innanzitutto la richiesta di intavolazione dei frati Benedettini in seguito all’accordo raggiunto con la Diocesi istriana, accordo che però il vescovo Ivan Milovan non ha voluto firmare costringendo il Vaticano a sollevarlo per un minuto dall’incarico, il tempo sufficiente per consentire a un suo sostituto nominato ad hoc di apporre la firma sul documento. Poi c’è la richiesta avanzata nell’agosto scorso dall’allora ministro croato della giustizia Drazen Bosnjakovic che aveva chiesto di intavolare la tenuta di Daila allo Stato croato poiché la Chiesa non dovrebbe esserne proprietaria dato che è stata risarcita nell’ambito degli Accordi di Osimo. A questo punto si attende anche la prima mossa del vescovo coadiutore Drazen Kutlesa, mandato in Istria da papa Benedetto XVI proprio per dipanare la matassa. Intanto sono partiti i lavori per la costruzione del campo da golf (p.r.)

    03 febbraio 2012

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