A Lubiana un governo sotto processo

Il prossimo esecutivo avrà il premier Jansa e due ministri a rischio condanna. E senza più immunità parlamentare

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    di Mauro Manzin

    TRIESTE

    Il prossimo governo sloveno targato Jansa potrebbe cadere (e pensare che ancora non è nato ufficialmente) per mano dei giudici. Fantascienza? Non proprio. Perché in base alla legge, Jansa diventando premier perderebbe l’immunità parlamentare. E lui è attualmente sotto processo con l’accusa di corruzione nel cosiddetto Affare Patria ossia l’acquisto da parte della Slovenia di autoblindo di fabbricazione finlandese. Nella vicenda è coinvolto anche Karl Erjavec, leader dei pensionati, ex ministro della Difesa e sicuramente a capo di un dicastero nel prossimo governo di centrodestra. La sua posizione è molto più “leggera” di quella di Jansa, anzi sarebbe molto vicino all’assoluzione, ma il caso giudiziario ancora non è chiuso.

    Chi ha problemi con la giustizia è anche l’attuale presidente del Parlamento Gregor Virant, leader dell’omonima lista. Per lui anzi c’è già una condanna a un mese di reclusione per aver calunniato il presidente della Commissione anti-corruzione Drago Kos imputandogli di aver tramato in passato contro Janez Jansa. Virant non ha chiesto l’immunità, ma il Parlamento dovrà lo stesso decidere se permettere al suo presidente di difendersi in appello. E, infine, c’è la vicenda di un altro quasi certo ministro nel futuro esecutivo sloveno. Si tratta del leader dei popolari (Sls), Radovan Zerjav, sotto accusa per diffamazione per aver definito una vigliaccata l’opera della società di costruzioni Sct di Maribor nel corso dei lavori del tunnel stradale di Sentvid durante i quali si verificò un crollo. All’epoca Zerjav era ministro delle Infrastrutture.

    Alla luce dei fatti, dunque, si può anche giustificare la ritrosia del capo dello Stato, Danilo Türk nell’affidare il mandato di premier incaricato di formare il nuovo governo a Janez Jansa. Presidente della Repubblica che comunicherà ufficialmente oggi chi sarà il suo “candidato”. Secondo gli analisti politici sloveni è molto difficile che Türk conceda un secondo tentativo a Zoran Jankovic, leader di Slovenia positiva. A Lubiana in queste ore circolano moltissimi nomi ma nessuno molto credibile e non appare neppure probabile che il capo dello Stato affidi l’incarico al banchiere Marko Voljc visto con diffidenza da un po’ tutti gli schieramenti. E poi c’è già la coalizione di centrodestra pronta che giovedì presenterà 50 firme (ne bastano 10) per ufficializzare in Parlamento la candidatura di Jansa a premier. Se Türk dovesse affidare l’incarico a un altro soggetto in Parlamento i deputati voteranno la fiducia in primis al candidato del presidente e poi, se la fumata dovesse essere nera, a quello del centrodestra, ossia Jansa. Ragione politica vorrebbe che la Slovenia sabato prossimo, giorno della seduta del Parlamento, abbia il suo governo guidato da Janez Jansa. Con buona pace della sinistra che pure era uscita vincitrice dal voto anticipato dello scorso 4 dicembre. Poi, è proprio il caso di dirlo, la parola passa ai giudici.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    25 gennaio 2012

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