Commercianti concordi: meglio distribuire i mezzi pubblici su entrambe le arterie Paoletti: attendiamo di vedere la bozza del Piano del traffico per discuterne
di Matteo Unterweger
Corso Italia e via Mazzini, per antonomasia il nodo chiave del futuro Piano del traffico, diventa dilemma nella nuova bozza del Comune. Sì al Corso completamente dedicato ai bus con via Mazzini pedonale da piazza Goldoni sino a all’incrocio con via Roma, oppure meglio la suddivisione dei mezzi pubblici fra le due arterie (in su da un lato, in senso opposto dall’altro)? Se la politica che guida il Municipio aspetta anche il confronto con le categorie, chi opera ogni giorno sul campo pare invece avere già la risposta in tasca. Senza contrapposizioni all’orizzonte. Forse non servirà allora sfogliare la margherita sudando freddo fino all’ultimo petalo per decidere, perché dai rappresentanti del comitato “Corso Italia per Trieste” e da quelli dell’aggregato di residenti e negozianti di via Mazzini giunge una risposta unica: meglio l’opzione fifty fifty.
La condivisione opta per: autobus in su lungo corso Italia e in giù per via Mazzini. Implicito il favore alla limitazione del traffico ai soli mezzi pubblici. «Posto che per me la soluzione migliore sarebbe quella di chiudere da domani tutto il centro alla circolazione - esordisce Paola Gaggi, nel direttivo dell’Associazione commercianti al dettaglio e referente del gruppo di residenti e negozianti di via Mazzini -, l’ipotesi corso Italia con il doppio senso per gli autobus e la svolta finale in via Roma e da lì nell’ultimo tratto di via Mazzini verso le Rive, appesantirebbe il corso stesso. Inoltre sarebbe difficoltosa la svolta in via Mazzini, come già accade oggi per i bus in arrivo da via Roma. E poi, c’è pure la questione pericolo per l’attraversamento pedonale di via San Nicolò, dove passa sempre tanta gente. Insomma - prosegue Gaggi - l’ipotesi migliore almeno come prova iniziale è l’altra: i bus in un senso in corso Italia e nell’altro in via Mazzini. Dividerebbe il flusso e darebbe comunque sollievo a via Mazzini».
Nell’altra parallela “protagonista”, stessa visione. «Per noi - spiega Simone Barich, titolare della Farmacia Al Corso e vicepresidente del comitato “Corso Italia per Trieste” - l’opzione migliore è quella di distribuire i mezzi pubblici tra il corso e via Mazzini, in un senso di marcia da una parte, in quello inverso dall’altra. Il che darebbe un po’ di equilibrio e forse abbasserebbe pure il rischio vibrazioni in via Mazzini. In questo modo, sommato l’allargamento dei marciapiedi, si manterrebbero vive entrambe le vie». Per Barich ci vuole nel contempo un «cambio di mentalità della gente, perché non siamo abituati a spostarci a piedi in un centro piccolo come il nostro».
Dalla Confcommercio provinciale, infine, nessuna presa di posizione ufficiale. Come sentenzia il suo presidente Antonio Paoletti: «Non abbiamo ancora visto la bozza del Piano. Attendiamo di essere convocati per discuterne».
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