Riccardi convoca i vertici ferroviari del Friuli Venezia Giulia e, dopo la maxi-multa, rincara la dose: «Siamo pronti alla risoluzione del contratto». I pendolari: «Dal 1° gennaio già 19 cancellazioni»
di Gianpaolo Sarti
TRIESTE
Riccardo Riccardi manda l’ultimatum: o si cambia o si straccia il contratto. L’assessore ai Trasporti ieri pomeriggio ha chiamato a rapporto il responsabile di Trenitalia Fvg, Maria Giaconia. Al centro i pesanti disservizi cui sono sottoposti gli utenti in Friuli Venezia Giulia, tanto che Riccardi ha definito l’operato della società «inaccettabile e insostenibile». Una bocciatura senza mezzi termini che fa seguito alla sanzione di circa un milione di euro comminata dalla Regione nelle scorse settimane, e sempre per gli stessi motivi: cancellazioni e ritardi insopportabili. Disagi avvertiti soprattutto lungo i tratti Udine-Tarvisio, Udine-Trieste, Casarsa-Portogruaro. «Soppressioni che vanno ben al di là della ragionevolezza, stiamo andando oltre – insiste l’assessore – c’è gente che deve andare al lavoro, studenti che devono andare a lezione e non sanno se arriveranno a destinazione». Riccardi è conscio che la situazione è dovuta allo stato in cui si trovano i mezzi, spesso vecchi di 40 anni e sottoposti di continuo a manutenzione. E sa anche che il quadro non potrà cambiare fintanto che non entreranno in servizio i nuovi treni, attesi tra aprile e maggio, ricorda. L’assessore però non vuole più giustificazioni. Ne ha sentite già troppe e ora si passa ai fatti: «A fronte di un contatto in vigore – attacca l’esponente dell’esecutivo – Trenitalia deve garantire il servizio». Quindi, rivolgendosi al direttore Giaconia: «Se a febbraio perdureranno le soppressioni, non potremo far altro che passare alla risoluzione del contratto». Riccardi gela Trenitalia e non molla: «Deve garantirci il servizio concordato, altrimenti ci considereremo liberi di trovare un altro partner ferroviario e nel frattempo di “dirottare”, purtroppo, sulla gomma, sulle autolinee, un servizio indispensabile ai lavoratori e agli studenti».
L’assessore ritorna a riflettere sul parco treni a disposizione della società, «alle prese con materiale ferroviario ormai vecchio e un’organizzazione del lavoro da ritarare, ma io e la giunta dobbiamo rispondere ai nostri cittadini, arrabbiati ed avviliti per un disservizio da tempo scadente – aggiunge – considerato anche che l’amministrazione corrisponde annualmente alla società una cifra superiore ai 30 milioni di euro. Ci vogliono anni per recuperare l’immobilismo della situazione ferroviaria» evidenzia Riccardi.
In giornata qualche schiarita. Il direttore Giaconia, in una nota ufficiale, assicura che «di fronte a una situazione eccezionale, la direzione regionale di Trenitalia ha attivato una task force per ridurre l’indisponibilità dei mezzi, dovuta a interventi straordinari di manutenzione, già da lunedì prossimo ed essere a regime a fine mese». La società ha anche confermato che quattro nuovi treni “Vivalto” entreranno in servizio tra aprile e maggio. Riccardi però ha chiesto altre garanzie: «È indispensabile che la normalità di servizio, confermataci dai primi giorni di febbraio, sia certa anche in tutte le successive settimane, per non ritrovarci a breve a dover spiegare all’utenza ulteriori soppressioni, peraltro sino ad ora mai segnalate in tempo, sempre dell’ultimo minuto, quasi “a treno in corsa”».
La giunta ha quindi convocato i vertici di Trenitalia per un prossimo incontro in Regione nell’ultima settimana di gennaio. Le rassicurazioni dell’azienda non soddisfano però il Comitato Pendolari Alto Friuli. «La riunione non ha portato buone notizie ai viaggiatori, sebbene Trenitalia abbia affermato che entro fine mese la situazione di disagio dovrebbe terminare. Noi – commenta il Comitato – nutriamo forti dubbi che il gestore sia in grado in meno di 2 settimane di interrompere il trend negativo di cancellazioni». Negli ultimi giorni, fa notare il gruppo, ci sono state ben 4 soppressioni solo lungo la Udine-Tarvisio: «La conta ormai della cancellazioni ammonta a 19 da inizio anno». Per i pendolari «non è solo una questione tecnica legata al noto problema del materiale rotabile, ma ci sono altri motivi che determinano questi continui disservizi, né si può sperare nei nuovi treni se non ci sarà personale sufficiente per farli correre». In serata l’Ugl trasporti, attraverso il segretario regionale Giovanni Falanga, smorza i toni a difesa dei ferrovieri: «Viene messo sotto accusa un insieme di persone che con difficoltà e mancanza di mezzi cerca comunque di fornire un servizio accettabile».
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