Confermato l’anello per soli bus lungo corso Italia (in su) e via Mazzini (in giù). Spuntano nuove aree senza auto: tra queste le vie Torrebianca e Settefontane
Il ring a senso unico per soli bus tra corso Italia in salita e via Mazzini in discesa con by-pass in piazza Goldoni in alto, e sulle Rive in basso, annunciato in estate da Roberto Cosolini, è confermatissimo. Ma attorno a questo totem - che ammorbidisce il discusso Dipiazza-pensiero di un “Corso” per soli pedoni - iniziano a scoprirsi anche altre carte del Piano del traffico che verrà. Sono ancora poche, per la verità, ma son tutte briscole. Carte pesanti, insomma, perché - oltre alla sostituzione di varie Ztl con parcheggi a pagamento in superficie a regime agevolato per i residenti - predicono nuove pedonalizzazioni tanto nei rioni periferici quanto, soprattutto, in centro: tra via Carducci e piazza Goldoni, tra largo Barriera e l’ospedale Maggiore, tra viale D’Annunzio e piazza Foraggi.
Le anticipazioni del mappone - una prima grande bozza su cui lavorano di questi tempi lo stesso Cosolini da assessore autodelegato alla materia, il mobility manager Giulio Bernetti e il suo staff del servizio Mobilità e traffico del Comune - rivelano, al momento, tre basi “filosofiche”. La prima: l’anello riservato ai mezzi pubblici fra corso Italia e via Mazzini. La seconda: ulteriori pedonalizzazioni. La terza: l’aumento di posti auto scoperti a pagamento in centro.
La bozza ora allo studio di Bernetti e i suoi, anzitutto, mira come si diceva alla ricerca dell’equilibrio della sola circolazione pubblica in “Corso” e via Mazzini, qui resa possibile peraltro dall’imminente sradicamento delle rotaie di Stream. Entrambe le arterie finirebbero con l’essere sollevate da un tot di traffico: oggi la prima è, sì, già a senso unico in salita, ma è aperta anche ad auto e moto private, mentre la seconda è, sì, già un’esclusiva per i bus, ma è a doppio senso.
Risultato finale: lungo ciascuna delle due strade diventerebbe possibile un allargamento dei marciapiedi pro-pedoni. E dove verrebbe dirottato il traffico privato che scorre oggi su corso Italia? Le anticipazioni non si spingono oltre, ma viene automatico dedurre che potrebbe essere indirizzato su via San Spridione e via Filzi con svolta in su verso via Milano.
Via Milano e non più via Torrebianca - come predicavano invece le versioni post-bozza Camus ai tempi di Dipiazza - perché la stessa via Torrebianca, stando alle scarne anticipazioni del mappone cosoliniano, dovrebbe diventare oggetto di una delle future pedonalizzazioni. La sua parte alta, quantomeno, da via XXX ottobre in su.
Alcune altre “aree a vocazione pedonale” tra quelle che sarebbero state già individuate - attorno alle quali, peraltro, sorgerebbero piccole aree di sosta a pagamento per favorire il commercio durante il giorno, convertibili la notte in parcheggi per residenti - portano quindi poco più sopra, a via Gallina, tra via Carducci e piazza Goldoni, ma si spingono pure ben oltre, raggiungendo due ulteriori punti nevralgici.
Il primo costituirebbe una prosecuzione del “nuovo” largo Barriera, poiché prevederebbe la pedonalizzazione delle vie Foschiatti e San Maurizio, intersezioni verso la zona del Maggiore. Il secondo - per non far morire la mobilità pedonale in Barriera, per l’appunto - punterebbe a scaricare di un po’ di traffico largo Sonnino, dove oggi s’incrociano viale D’Annunzio, via Raffineria, via Matteotti e via Settefontane. Proprio la parte bassa di via Settefontane, verso piazza Perugino, sarebbe infatti in odor di pedonalizzazione, con il traffico travasato a quanto pare sulla stessa vicina “Matteotti”.
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